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  PropertyandMarket [ Avv. Filippo Matteucci ' s Blog. Austrian Privatist Economist and Anarcho-Capitalist Libertarian Theorist ]
         


25 gennaio 2012

SCUSATE LE TASSE: VI ABBIAMO INDEBITATO PER ARRICCHIRCI TASSE E POTERI FORTI


SCUSATE LE TASSE: VI ABBIAMO INDEBITATO PER ARRICCHIRCI 

TASSE E POTERI FORTI

 

I poteri forti altro non sono che famiglie, dinastie. Famiglie furbe e con una ben precisa identità culturale: il saper e voler rimanere padroni degli stati nei secoli. Famiglie ben organizzate in cosche, sette, confraternite, logge, ordini ecc.

Una elite che non vuol essere ricambiata, rottamata, e che per questo blocca ogni tentativo di mobilità sociale, elimina ogni possibile competitor. In primo luogo attraverso stati e tasse.

Chi ha il potere ti tassa: la sua famiglia si arricchisce e la tua famiglia si impoverisce. Per questo tu, senza potere, non ti devi occupare di potere e di politica, ma devi guardare le partite di calcio o il festival di S. Remo. Con le tasse il potente manda in fumo anni di lavoro e sacrifici tuoi e della tua famiglia, così la tua famiglia rimane serva, soggetta al potere delle famiglie dominanti, che continueranno a tassarti, in eterno. Tu e la tua famiglia vivete e lavorate per loro.

“Non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia: vero, Buddy? “...   Democrazia vuol dire che il popolo sceglie a quale stato appartenere, quale moneta usare, a quali persone dare il mandato di governarlo. Ebbene , il popolo non ha eletto Monti. I poteri forti si sono ben guardati dall’indire referendum popolari, dal chiedere il parere e il consenso dei popoli sull’appartenenza all’Unione Europea e sull’adozione dell’euro come moneta. Tasse e contributi previdenziali obbligatori ci vengono estorti, sotto la minaccia di pesanti sanzioni, contro il nostro consenso. E il poterti predare beni e denaro minacciandoti e sanzionandoti è l’essenza prima del POTERE, di un potere che in quanto tale ha la forza di costringerti, di un potere forte...  Dei poteri forti, appunto.

 

“Uno stato è un monopolio territoriale della coercizione, un’agenzia che può dedicarsi a continue violazioni istituzionalizzate dei diritti di proprietà e allo sfruttamento dei proprietari privati tramite esproprio, tassazione e regolamentazione.” Hans-Hermann Hoppe

 

Il potere viene esercitato dal dominante sul dominato e consiste nella possibilità per il dominante di imporre al dominato prestazioni fisiche e/o prestazioni patrimoniali. Le prestazioni fisiche possono andare dalla mera schiavizzazione alle antiche corvé medioevali, dal servizio militare al lavoro dipendente sottopagato di oggi. Le prestazioni patrimoniali tipiche sono la tassazione, il pizzo, l'inflazione. Entrambe le tipologie di imposizione costringono il dominato a destinare parte delle risorse della sua vita, soprattutto tempo ed energie, a vantaggio di un estraneo. Per detenere il potere il dominante deve ideare e porre in essere forme di controllo sul dominato, e queste forme di controllo possono concretizzarsi ed essere organizzate in apparati, anche, ma non solo, statuali.

 

Il Club Bilderberg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

         « Nel 1996 cercarono di uccidermi, nel 1998 di sequestrarmi, nel 1999 di corrompermi, nel 2000 di arrestarmi, e l'anno dopo mi offrirono un assegno in bianco se avessi taciuto una volta per tutte. » (Daniel Estulin)

Il Club Bilderberg è un libro dello scrittore russo Daniel Estulin.

In questa inchiesta giornalistica, frutto di quindici anni di indagini, l'autore cerca di dimostrare come il Gruppo Bilderberg abbia la volontà e il potere di decidere le sorti economico-politiche dell'intera umanità, il tutto con il solo scopo di favorire gli interessi dei componenti stessi del Gruppo.

 

 

ELEZIONI POLITICHE 2013: AMARCORD ELETTORALE

In Italia e nella prigione fiscale Europa c’è pochissima democrazia. Nessuno ci ha chiesto con un referendum popolare se volevamo entrare nell’Unione Europea. Nessuno ci ha chiesto con un referendum popolare se volevamo entrare (e a quelle condizioni di strozzinaggio) nell’euro. Tutte queste scelte sono state fatte dalle famiglie padrone degli stati e delle multinazionali, ci sono state imposte dall’alto, contro di noi, contro le nostre famiglie.

Alle ultime elezioni politiche la maggioranza degli Italiani aveva votato un governo di centrodestra col preciso mandato di ridurre tasse e debito pubblico tagliando drasticamente la spesa pubblica clientelare e parassitaria. E invece il governo di centrodestra ha raddoppiato le tasse sui rendimenti del risparmio popolare e ha messo il superbollo sui depositi titoli (di fatto una patrimoniale contro le famiglie che risparmiano).

E il PdL ora sostiene il governo Monti, un governo non eletto che si appresta ad ammazzarci di tasse.

L’ECONOMIA ITALIANA HA BISOGNO DI UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO, NON DI TASSE CHE LA UCCIDONO: è da criminali pensare di ridurre drasticamente in pochissimi anni un debito pubblico accumulato in oltre mezzo secolo. E’ da criminali pensare di ridurre il debito pubblico senza ideare un nuovo intelligente modello di sviluppo economico che sfrutti al massimo le risorse che l’Italia già ha. E’ da irresponsabili pensare che l’Italia possa ridurre il debito e svilupparsi rimanendo nell’euro.

Allora dobbiamo chiederci: tutte queste tasse pazzesche per rimanere nell’euro sono nell’interesse del popolo o nell’interesse di oscuri poteri forti nostrani e internazionali, forse anti-italiani? Chi ci governa, indipendentemente dal colore politico o da una non dimostrata tecnicità, rappresenta il popolo o quei poteri forti antipopolari?

Il ritorno dell’ICI sulla prima casa vuol dire che il popolo deve pagare l’affitto allo stato per la propria casa, comprata con anni di lavoro, sacrifici, mutui e rinunce. E nelle tasche di chi vanno questi soldi? Nelle tasche di quali famiglie di tiranni e predoni sono andati i soldi del debito pubblico?

E allora usiamo quel poco di democrazia che c’è rimasta: prendete la vostra agendina portatile, o l’agenda di casa, o fatevi un file sul pc, o prendete un foglio qualunque da conservare nella scheda elettorale, e SEGNATEVI I NOMI E COGNOMI DI TUTTI QUEI PARLAMENTARI , in particolare del centrodestra, favorevoli alle nuove tasse: per primi quelli favorevoli AL RITORNO DELL’ICI SULLA PRIMA CASA.

Alle prossime elezioni elettorali che si terranno al più tardi nel 2013, riandate a vedere i loro nomi E NON VOTATELI, NON VOTATELI MAI PIU’.

IL PDL STACCHI SUBITO LA SPINA A QUESTO GOVERNO NON ELETTO DAL POPOLO, tassaiolo e antipopolare.

TASSARE E’ DA IRRESPONSABILI: VUOL DIRE GETTARE L’ITALIA IN UNA RECESSIONE IRREVERSIBILE, VUOL DIRE UCCIDERE L’ECONOMIA ITALIANA 

Spetta al popolo decidere se rimanere o meno nell’euro e nell’Unione Europea. 

Spetta al popolo scegliersi un governo con libere elezioni.

Altrimenti il PDL si rende complice di questa mazzata letale alla nostra economia e della depredazione fiscale dei risparmi delle famiglie. Il PDL deve scegliere se stare dalla parte del popolo, dei suoi elettori, o invece dalla parte di oscuri poteri forti mondialisti e anti-italiani. 

Si ricordi il PDL: ELEZIONI POLITICHE 2013, UN VOTO A FUTURA MEMORIA  . Noi elettori CE NE RICORDEREMO. 

 

 

DIECI REGOLE CONTRO LE FAMIGLIE DI TIRANNI E PREDONI (I "POTERI FORTI", forti in quanto forza del male)  

Ve le ricordate?

 

Io sono il Signore Dio tuo:

1. Non avrai altro Dio fuori di me.

2. Non nominare il nome di Dio invano.

3. Ricordati di santificare le feste.

4. Onora il padre e la madre.

5. Non uccidere.

6. Non commettere atti impuri.

7. NON RUBARE.

8. Non dire falsa testimonianza.

9. Non desiderare la donna d'altri.

10. NON DESIDERARE LA ROBA D'ALTRI

 

 

HOMINES ID QUOD PERMITTUNT MERERUNT = GLI UOMINI SI MERITANO CIò CHE PERMETTONO AGLI ALTRI DI FARGLI.

Alle prossime elezioni votate per i SOLITI buffoni politici, di sinistracentrodestra (tanto è uguale), votate i burattini del teatrino, i servi delle famiglie padrone dello stato, del LORO STATO...

 

Il superamento della contrapposizione tra destra e sinistra, obsoleta, inutile e ingannevole per il popolo, è un nuovo liberismo marcatamente privatista, regolato tramite forme evolute di democrazia diretta. 

 

"...Il pensiero autonomo, indipendente, personale, è un reato non codificato.

Deve essere quindi imposto un pensiero dipendente, canalizzato, che si struttura in due direzioni:

1) non pensare al vero problema della gestione della cosa pubblica, ma pensare ad altro: al calcio, alle offerte dei centri commerciali, al pub e alla discoteca, alla mina del sabato sera, ai problemi del terzo mondo, al festival di San Remo, al mostro in prima pagina, o a qualsiasi scemenza, del tutto irrilevante per la qualità della vita, che distolga l'attenzione;

2) se a qualcuno viene in mente di pensare allo stato, deve pensarci in modo preconfezionato, canalizzato, ovverosia in termini di ideologie, di partiti politici, di sindacati, in termini cioè che nulla hanno a che fare con la reale strutturazione del potere.

Il gioco dei canalizzatori del pensiero è identico a quello dei prestigiatori, i quali attirano l'attenzione sulla mano che fa dei gesti inutili per non far osservare l'altra mano che attua il trucco.

Politici amministratori siedono su poltrone lautamente retribuite ma di finto potere, poltrone sulle quali li hanno posti le famiglie che realmente hanno il potere affinché eseguano i loro ordini. Sfido qualsiasi cittadino a elencarmi le venti famiglie che hanno più potere in Italia. Verranno in mente quattro o cinque padroni di multinazionali, tre o quattro uomini d'affari che in realtà riciclano denaro altrui, qualche capocosca.

E poi? Nulla. Non si sa nulla. La condizione del potere oggi è l'invisibilità. La gente a malapena sa quale famiglia o gruppo di famiglie coalizzate controlla il proprio comune. Eppure le famiglie al potere determinano la vita e la qualità di vita di tutti i residenti in quel territorio...." 

( da : Filippo Matteucci , "La libertà unico antidoto contro la corruzione" , L'Opinione 2007 )  

 

 

DA MARCUSE A HOPPE

CAPIRE IL POTERE, capire chi pianifica le nostre vite e canalizza il nostro pensiero: iniziare leggendo Hans Hermann Hoppe.

http://www.filosofiapolitica.net/download.asp?ID=03-02-09-Hoppe&target=article

Traduzioni italiane di alcuni degli scritti di Hans Hermann Hoppe, letture imprescindibili per chi si sente, per sua natura, di destra (utilizzo il termine "destra" unicamente a fini esplicativi: il liberismo privatista è infatti un superamento della ingannevole contrapposizione destra - sinistra):

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf

http://www.leonardofaccoeditore.com/enclave/articoli/20hoppe.htm

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/hoppe-buchanan-italian.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/2009/06/ilpungolo-hoppe-democrazia-2004.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_marxist-analysis-italian.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_la_idea_de_una_sociedad_de_derecho_privado.pdf   (Spanish)

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_porque_malos_gobiernan.pdf  (Spanish)

Link al Tea Party Federazione Liberista , gruppo culturale focalizzato sull'economia politica,  privatista e hoppiano (NON E’ il Tea Party Italia)

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/



Link interessanti:

http://cromwell.ilcannocchiale.it/2011/11/23/le_eurotasse_stanno_gettando_l.html

http://PropertyandMarket.ilcannocchiale.it/post/2694780.html

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

www.ricorsi-autovelox.com/pagine.php?n=sistema_giudiziario_1

http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true

http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com/2011/12/quale-guerra-stiamo-combattendo.html

http://www.cartalibera.it/per-ripagare-senza-sacrifici-il-debito-pubblico-trasformiamo-l%E2%80%99italia-in-un-paradiso-fiscale-2290/

http://www.mariadinazareth.it/inferno%20libro%20a%20tu%20per%20tu....htm

http://www.genitoricattolici.org/chiesa%20e%20massoneria.html

www.comedonchisciotte.org/site/index.php

http://blog.libero.it/caratteri/

www.disinformazione.it/

http://partitodelsud.blogspot.com/2008/11/1860-macche-garibaldi-la-sicilia-venne.html

http://laconquistadelse.forumcommunity.net/?t=48691507

http://www.agoravox.it/Mario-Monti-Bilderberg-ed-il-Nuovo.html

http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_18840420_humanum-genus_it.html

http://amarelachiesa.blogspot.com/search/label/Monitor%20massoneria

http://www.radicicristiane.it/libro.php/id/84/Robert%20Benson/Il-padrone-del-mondo
www.disinformazione.it/il_grande_parassita.htm
http://www.disinformazione.it/onu_moneta_unica_mondiale.htm

http://cromwell.ilcannocchiale.it/post/2720233.html

 




11 novembre 2011

LA PATRIMONIALE ARRICCHISCE I POTERI FORTI E UCCIDE L’ECONOMIA



LA PATRIMONIALE ARRICCHISCE I POTERI FORTI E UCCIDE L’ECONOMIA     

 

Chiediti sempre nelle tasche di quali famiglie vanno i soldi che lo stato ti estorce.

Le tasse sono sempre contro il popolo, mai a favore del popolo. 

La patrimoniale non colpisce i veri ricchi, colpisce la gente comune.

Le tasse le pagano SOLO coloro che non hanno potere, la gente comune, i lavoratori, i ceti produttivi.

Le tasse LE RISCUOTONO i veri ultraricchi, le famiglie padrone degli stati, i potenti, coloro che pilotano (verso le loro tasche) il grosso della spesa pubblica.

Se a te stesso, alla tua famiglia, non ci pensi tu, non ci penserà nessuno.  Difendi i risparmi e il patrimonio, grande o piccolo che sia, della tua famiglia: puoi contare solo su quello.       

...   POST COLLECTION  ...    

 

LO STATO NEMICO DEI CETI PRODUTTIVI

Lo stato non è un soggetto ma uno strumento nelle mani delle famiglie padrone contro il popolo: LO STATO NON DEVE FARE... meno lo stato fa meglio sta il popolo; lo stato non risolve i problemi del popolo, glieli crea...

Non capisco la follia di coloro (vedi quelli di sinistra) che pur riconoscendo che lo stato è uno strumento delle famiglie padrone CONTRO IL POPOLO, a tale strumento vogliono dare più poteri e più tasse.

Non c'è alcuna differenza tra una destra statalista e una sinistra socialcomunista statalista: sono entrambe CONTRO IL POPOLO e serve dei dominanti del momento. Chi è IL POPOLO? Tutti coloro che, indipendentemente dal loro livello di ricchezza, NON HANNO POTERE, non possono cioè usare lo stato, il fisco, l'emissione di moneta per imporre agli altri prestazioni patrimoniali o fisiche. Tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, debito pubblico, spesa pubblica, vessazioni burocratiche e normative sono tutti STRUMENTI DELLA NUOVA SCHIAVITU'.

 

A CHI SERVE LA PATRIMONIALE

 

La patrimoniale non serve a risanare le finanze dello stato, ma a depredare i ceti produttivi: la patrimoniale colpisce le famiglie che lavorano e risparmiano, per permettere a chi fa la bella vita coi soldi degli altri (tasse) di continuare a farla. Toglie alle formiche e dà alle cicale. RUBA alle formiche per REGALARE alle cicale.

Al suo posto propongo alcune ricette semplici e immediate per un primo risanamento del bilancio pubblico:

1.         vendiamo 1000 immobili di proprietà degli enti pubblici: non si capisce perché lo stato o la regione o il comune debbano essere proprietari di immobili. Sono immobili sottratti al mercato, alle famiglie, ai lavoratori. 

2.         Licenziamo immediatamente i 100.000 impiegati pubblici più inutili. Senza le vessazioni dei dipendenti pubblici, i ceti produttivi potranno creare ricchezza più liberamente. La maggior parte dei dipendenti pubblici non crea ricchezza, la distrugge. 

3.  Eliminiamo qualsiasi tassazione sul risparmio delle famiglie e sui rendimenti del risparmio. Se le famiglie vedono che i loro risparmi sono al sicuro dal fisco e rendono, spendono tali rendimenti nell’acquisto di merci e servizi venduti dai ceti produttivi, stimolando in modo sano l’economia.

4.   Aboliamo qualsiasi aiuto di stato, qualsiasi sussidio settoriale per il sostegno del reddito (es: rottamazioni, quote PAC agli agricoltori, ecc.): chi si tiene in piedi sulle proprie gambe va avanti, gli altri vanno a fare i lavoratori dipendenti con salari adeguati alle loro capacità.

5.  Ridimensioniamo a un terzo i vitalizi d’oro percepiti da coloro che hanno ricoperto cariche elettive: ex parlamentari, ex amministratori regionali, ecc..

6.   Poniamo un limite massimo di 3000 euro mensili alle pensioni d’oro del settore pubblico, ridimensionando a tale importo le ricchissime pensioni degli ex dirigenti pubblici, degli ex superburocrati.

7.   Aboliamo una volta per tutte gli enti inutili e le province, nonché i privilegi finanziari delle regioni a statuto speciale, accorpiamo le straremunerate cariche nelle aziende publiche (Presidente, AD ecc.), e tagliamo drasticamente le consulenze (d’oro anche queste) delle publiche amministrazioni.

 

Sono ricette semplici ed evidenti, le capirebbe anche un bambino, andrebbero a colpire coloro che hanno reso o rendono la vita e il lavoro impossibili ai ceti produttivi, ma non vengono attuate perché i ceti parassitari (famiglie padrone degli stati e della grande industria sussidiata, e apparati politici, burocratici, amministrativi) vogliono continuare a vivere sulle spalle dei ceti produttivi, delle famiglie dei lavoratori, magari estorcendo loro una tassa patrimoniale sui loro beni.  E gli elettori del centrodestra vogliono un Reagan o una Thatcher, e non un Sarkozy o una Merkel.

 

 

NON ARRENDIAMOCI AI POTERI FORTI.

PAGARE PIU’ TASSE OGGI VUOL DIRE PAGARNE ANCORA DI PIU’ DOMANI.

Occorre un’opposizione drastica alle manovre predatorie dei poteri forti: pretendiamo SOLO TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA E NESSUNA NUOVA TASSA (e nessun aumento di tributi esistenti).   

AI POTERI FORTI NON PIACE IL RISPARMIO POPOLARE. 

Il risparmio dà chance di mobilità sociale e di ricambio delle elite, e i poteri forti non vogliono essere ricambiati o rottamati. Immobiliaristi e speculatori finanziari possono essere solo loro, non il popolo. Loro possono speculare su azioni e immobili dalle loro società e residenze estere senza pagare una lira di tasse. Il popolo non deve speculare, deve rimanere popolo, incapace e ottuso, al massimo col solo necessario per sopravvivere. Questa è la democrazia e la libera concorrenza che vogliono i poteri forti.

 

CHI VIVE SULLE TASSE PAGATE DAI CITTADINI DANNEGGIA TUTTI. RIDURRE TASSE E SPESE PUBBLICHE E’ TUO INTERESSE. Dare più tasse, più soldi a questi parassiti accresce il loro potere di estorcertene altri ancora, sempre di più. Se non li fermi non si fermeranno, ti proletarizzeranno. Se il ladro non lo blocchi, quello continua, impunito e incoraggiato, a rubare. 

“SE TU NON TI OCCUPI DI POLITICA, LA POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE”:

credo che ben capite COME... proletarizzandoci.

 

NOMINA DA PALAZZO 

Un incaricato di formare il governo non votato e non eletto dal popolo ma nominato dal palazzo. Dov’è il mandato democratico? Uno che non è stato votato dal popolo chi rappresenta? Farà gli interessi del popolo o gli interessi dei poteri che lo hanno nominato? Sarà statalista o liberista? Lascerà in pace l’economia e i mercati o ci ammazzerà di tasse?

Chi è il pazzo o il ladro che pensa di far ripagare in 5 anni agli Italiani e alla nostra economia un debito pubblico accumulato in oltre mezzo secolo? Vogliono far fallire tutti? Una patrimoniale colpirebbe ancora di più le famiglie dei ceti produttivi, dei lavoratori che risparmiano, le quali bloccheranno immediatamente i consumi, spingendoci in una recessione nera.

Alla faccia della democrazia... 

Io la vedo brutta, anzi bruttissima.

 

GOVERNO MONTI: L’ENNESIMO TRADIMENTO CONTRO GLI ELETTORI DEL PDL 

Non bastavano i tremontiani superbolli sui depositi titoli e il raddoppio dell’imposta sui rendimenti del risparmio. Oggi arriva anche la disponibilità ad appoggiare Monti, uno non eletto, non votato dal popolo, uno sconosciuto al popolo ma ben conosciuto dai poteri forti, una icona del peggiore politburò della sinistra statalista, quella sinistra che una volta pretendeva di difendere i lavoratori e oggi è ridotta a servaccia dei poteri forti. Un governo che sarebbe la fotocopia dei vari Prodi, Visco, Amato, Padoa Schioppa, all’insegna de “Le tasse sono una cosa bellissima” (tanto il popolo le paga e i padroni le riscuotono) , un governo il cui principale compito sarebbe quello di ammazzare le famiglie dei lavoratori che risparmiano con la predatoria imposta patrimoniale, con la quale lo stato ti frega un pezzo (consistente: ci ripagano il debito pubblico!) dei tuoi averi, un furto legalizzato, una violazione del primo sacrosanto diritto umano, il diritto di proprietà. E ciò quando per ripagare il debito pubblico senza uccidere l’economia servirebbero misure diametralmente opposte, che favoriscano il risparmio e la formazione dei patrimoni delle famiglie di lavoratori.

Credo che gli elettori di centrodestra abbiano bisogno di nuovi soggetti che li rappresentino, persone serie di provata fede liberista CHE NON TRADISCANO.

 

Filippo Matteucci  -  Economista

Tea Party  -  Federazione Liberista

 


 

http://PropertyandMarket.ilcannocchiale.it/post/2694780.html

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

http://www.agoravox.it/Per-il-bene-di-tutti-la-tassazione.html

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

www.lewrockwell.com/paul/paul334.html

www.ricorsi-autovelox.com/pagine.php?n=sistema_giudiziario_1

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf

http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf

http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true

http://www.rischiocalcolato.it/2011/11/giuliano-melani-italiani-fate-uno-sforzo-comprate-il-debito-dell%E2%80%99italia.html





4 novembre 2011

CONTINUA L'ATTACCO DEI POTERI FORTI AL RISPARMIO POPOLARE



CONTINUA L’ATTACCO DEI POTERI FORTI AL RISPARMIO POPOLARE  

MANDANTI, ESECUTORI, E VITTIME RESE ACQUIESCENTI

(POST COLLECTION)  

PAGARE PIU’ TASSE OGGI VUOL DIRE PAGARNE ANCORA DI PIU’ DOMANI       

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FAKE CRISIS!  COME ARRICCHIRSI OGGI CON LA CRISI FINTA, ovvero IL PRETESTO per DEPREDARE LE FAMIGLIE CHE RISPARMIANO.   

Non c’è alcuna differenza tra l’acquisire per quattro soldi in borsa le azioni di controllo di grandi società dopo averle fatte crollare tramite i propri mezzi d’informazione, e il predare soldi ai cittadini tramite finanziarie, manovre e stangate fatte apparire indispensabili e urgenti sempre attraverso i mass media di regime.

Nel primo caso, in borsa, i fessi svendono azioni e fondi impauriti dal panico artificialmente creato; nel secondo caso, i cittadini distratti e divisi non oppongono alcuna resistenza POLITICA allo svuotamento dei loro portafogli, conti correnti, depositi titoli, buste paga ecc.

Autrici e beneficiarie di entrambi i metodi di predazione sono sempre le stesse famiglie padrone degli stati, delle multinazionali, del mondo... e questa è l’odierna DEMOCRAZIA. 

Credo che i movimenti politici del futuro nasceranno solo dalla base, una base di gente informata, costituita per lo piu' da quel 50% dell'elettorato che oggi non va a votare.

Per ACQUISIRE LA CONOSCENZA DEL POTERE, occorrerebbe rileggere attentamente le pagine del 24ore del 2005 , di quando i lacchè dei poteri forti sputavano veleno contro immobiliaristi e speculatori finanziari, e registrare l'avvenuta punizione di certe banche, italiane ed estere (la c.d. cosca perdente...).

Solo così possono comprendersi le manovre fiscali che colpiscono i risparmi delle famiglie e, più in generale, la costruzione della prigione fiscale europa ad opera dei vari maggiordomi di regime.

In perfetta sintonia con tale predazione da tiranni, la tassazione delle transazioni finanziarie, la iettatoria tobin tax...

Appropriarsi dei soldi degli altri è facile se lo si fa aumentando le tasse e destinando i soldi così ricavati a una spesa pubblica pilotata (verso le proprie tasche), oppure se lo si fa manipolando i mezzi d’informazione, inventandosi una CRISI FINTA, CHE NON C’E’,  e facendo  così crollare le borse e rastrellando titoli a 4 soldi...   Che la crisi sia FINTA e PILOTATA lo dimostrano tutti gli indicatori finanziari, a partire dai future sulle commodity.

Colpire i possessori di redditi finanziari e da risparmio tramite bassi tassi di interesse, ovvero tassi di interesse reali - al netto d'inflazione - NEGATIVI, o con il raddoppio della tassazione sulle rendite finanziarie, o con i superbolli sui depositi titoli, o con la iettatoria tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, DISTRUGGE L'ECONOMIA , anche se fa comodo ai poteri forti...   Vuoi fare un sacco di soldi in borsa? In borsa, quando  sembra che il mondo crolli e tutti i fessi vendono per paura, tu COMPRA; quando la borsa sale e sale, e sembra il paese di bengodi, tu VENDI. È’ molto semplice, l'unico problema sono gli stati tiranni e predoni che ti tassano. Oggi mani potenti controllano l’informazione e rastrellano azioni a 4 soldi, dopo averle fatte crollare. È tramite l’informazione che vengono manipolate le borse mondiali, che altrimenti sarebbero esempi di libera concorrenza. E allora fai l’opposto di ciò che ti suggeriscono i mass media di regime.  RASTRELLA PURE TU...    http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

 

 

I RISPARMI VANNO IN FUMO? TARTASSIAMO I RISPARMI!

Le borse mondiali crollano provocando ingenti perdite agli investitori, bruciando i risparmi di famiglie, lavoratori, anziani, l’economia è strangolata da tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, vessazioni burocratiche e amministrative e... quali misure vengono prese dai nostri governanti e dai loro padroni?

Il RADDOPPIO DELLA TASSAZIONE SULLE RENDITE FINANZIARIE , ovvero sui risparmi di famiglie, lavoratori e anziani!

All’idiozia (predatoria) non c’è limite!

Ma quando mai un’economia così depredata e tiranneggiata riuscirà a sopravvivere? E  nessuno fa nulla...L’attacco fiscale ai risparmi è un’occasione politico – ideologica da non perdere 

Il risparmio è lo strumento principale attraverso il quale una famiglia può iniziare a costruirsi un capitale privato.

Uccidere fiscalmente il risparmio per indurre le famiglie a sperperare i loro patrimoni in consumi inutili o dannosi vuol dire uccidere la MOBILITA' SOCIALE.

Bloccare la mobilità sociale vuol dire che le famiglie di ricchi rimarranno ricche e le famiglie dei poveri rimarranno povere.

Ed è proprio questo che vogliono, fin dai tempi della P2: non sotto la costrinzione di crisi contingenti o della "speculazione" mondiale, ma programmato e pervicacemente perseguito da decenni, com'è nel loro stile.

Berlusconi e Tremonti li hanno accontentati, TARTASSANDO I RISPARMI DELLE FAMIGLIE.

 

ASSENZA DI RAPPRESENTANZA POLITICA DEI LIBERISTI

In giro vi e’ un malessere, un disgusto diffuso, causato dall’inusitato attacco fiscale al risparmio delle famiglie, dei lavoratori, degli anziani. La depredazione fiscale del risparmio segna la morte politica del PdL e di Berlusconi. Il PdL implodera’ alle prossime elezioni frammentandosi e la Lega perdera’ fortemente consensi. Questo suicidio politico costituisce un’occasione d’oro per tutti quei movimenti politico-economici liberisti, liberali, libertarian che condividono la regola meno stato, meno tasse, piu’ mercato, piu’ ricchezza. Occorre verificare se tra i liberisti vi sono soggetti che hanno l’intelligenza, la capacita’ e la tempestivita’ per girare a proprio favore tale diffuso malcontento tra gli elettori.

Chi rappresenta e difende politicamente liberi professionisti e risparmiatori?

I governi, i poteri forti, il politburò sembrano tutti invasati da un'ORGIA FISCALE E VESSATORIA senza freno: infatti non trovano nessuna resistenza nella loro predazione fiscale e nell'imposizione di misure vessatorie e illiberali, in particolare contro gli autonomi, contro le partite iva, contro le famiglie che risparmiano.

 

TOBIN TAX (TASSA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE): CONTINUA L’ ATTACCO AL RISPARMIO POPOLARE

Berlusconi e Tremonti: raddoppio dell’imposta sostitutiva sui rendimenti del risparmio e superbollo sui depositi titoli (una volta il superbollo si metteva sulle auto di lusso o inquinanti, oggi è stato messo sui risparmi delle famiglie...). Merkel e Sarkozy: tassa sulle transazioni finanziarie. Bersani: imposta patrimoniale...

Le TRANSAZIONI FINANZIARIE altro non sono che l’investimento e il disinvestimento del (SOLO) risparmio popolare. La grande speculazione, quella posta in essere dalle famiglie padrone degli stati, attuata da sedi e residenze off shore, non paga e non pagherà mai nessuna tassa a nessuno.

AI POTERI FORTI NON PIACE IL RISPARMIO POPOLARE.

Il risparmio dà chance di mobilità sociale e di ricambio delle elite, e i poteri forti non vogliono essere ricambiati o rottamati. Immobiliaristi e speculatori finanziari possono essere solo loro, non il popolo. Loro possono speculare su azioni e immobili dalle loro società e residenze estere senza pagare una lira di tasse. Il popolo non deve speculare, deve rimanere popolo, incapace e ottuso, al massimo col solo necessario per sopravvivere. Questa è la democrazia e la libera concorrenza che vogliono i poteri forti.

Tutto ciò che è OBBLIGATORIO è contro il popolo (altrimenti non sarebbe obbligatorio): tasse, contributi pseudoprevidenziali, formazione ecc.. QUESTO E' IL NUOVO SCHIAVISMO.

Il vero PROBLEMA è perché il popolo rincoglionito da stadi, movida, discoteche, offerte dei centri commerciali, sesso, musica, notti bianche ecc. NON SI RIBELLA?

Certo è più facile farsi una canna o una dose o la mina del sabato sera che organizzarsi e ribellarsi.

I liberisti (molti e divisi) dovrebbero trovare un'intesa comune su pochi punti programmatici che li uniscano, e smetterla di dividersi e litigare su delle quisquilie.  http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

Ovvio che qualsiasi movimento e federazione liberista dovrebbe essere amministrato secondo i principi della democrazia turnaria, ovvero con rotazione delle cariche rappresentative, altrimenti non sarebbe un'associazione veramente democratica, ma solo l'ennesima replica dei movimenti politici esistenti fregapopolo.

Hanno annientato i piccoli commercianti a favore della grande distribuzione, i piccoli artigiani a favore delle grandi catene di assistenza, i piccoli calzaturieri a favore degli amici dei salotti buoni... ecc.

Nel 2005 iniziò l'annientamento ope judicis et aerarii di immobiliaristi e investitori finanziari, ora tocca a liberi professionisti e risparmiatori: normale no?

Sono progetti di annientamento, proletarizzazione e schiavizzazione portati avanti da decenni: il raddoppio delle tasse sulle rendite finanziarie (= risparmi delle famiglie dei lavoratori) era nel programma di Rinascita Democratica della P2 di 30 anni fa: oggi la manovra Tremonti e conseguente riforma fiscale la sta attuando.

 

COLPIRE LE FAMIGLIE CHE RISPARMIANO DISTRUGGE L'ECONOMIA

TAX HEAVENS: ce la vedete la famiglia media italiana che si trasferisce a Labuan o alle Barbados? E poi le pressioni internazionali hanno dimezzato i paradisi fiscali: quelli ancora esistenti per quanto tempo rimarranno tali? Saranno sempre più ad uso esclusivo delle famiglie padrone degli stati e delle multinazionali. E’ a casa nostra che dobbiamo combattere ideologicamente e politicamente. 

Colpire i possessori di redditi finanziari e da risparmio tramite bassi tassi di interesse, ovvero tassi di interesse reali - al netto d'inflazione - NEGATIVI, o con il raddoppio della tassazione sulle rendite finanziarie, o con i superbolli sui depositi titoli, o con la iettatoria tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, o con l’imposta patrimoniale da regimi comunisti DISTRUGGE L'ECONOMIA,  anche se fa comodo ai poteri forti...    

Confrontate questi articoli: 

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

http://www.societalibera.org/it/documdi/documdi_20050929_matteucci.html

http://cromwell.ilcannocchiale.it/2011/02/27/mario_draghi_e_i_tassi_di_inte.html

http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2011/forex-26022011/Draghi_260211.pdf http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

 

CAPIRE LA MANOVRA FISCALE DI TREMONTI  

Io introdurrei nei piani di studio di scuole e università la materia SCIENZA DEL POTERE: cos’è il potere, chi ce l’ha, come lo si consegue, come lo si mantiene, come lo si gestisce, con quali strumenti e procedure... Il punto focale di questa manovra è L'ACCANIMENTO FISCALE SUL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE (raddoppio dell'imposta sui rendimenti del risparmio e superbollo sui depositi titoli), evidentemente connesso alla tassazione delle transazioni finanziarie tanto voluta da Merkel e Sarkozy e dai loro burattinai. TUTTI GLI ALTRI PUNTI DELLA MANOVRA SONO, SOTTO IL PROFILO DELLA CONOSCENZA DEL POTERE, SECONDARI.  L'attacco fiscale a quel risparmio che è il MOTORE DELLA MOBILITÀ SOCIALE E DEL RICAMBIO DELLE ELITE, è stato programmato (P2) e pervicacemente portato avanti da decenni, per scopi ben precisi di mantenimento del potere, che vanno ben al di là del racimolare 4 centesimi per l'erario. Capire questo evento EPOCALE è fondamentale per capire i rapporti di potere in Italia e in Europa.

 

A CHI SERVONO GLI INDIGNADOS – OCCUPY WALL STREET

SINDACATI GIALLI, BURATTINI E BURATTINAI: CAPIRE IL POTERE  

Le famiglie padrone massostataliste e i loro lacchè succhiasoldipubblici da secoli, da millenni, creano ad hoc dei SINDACATI GIALLI per canalizzare la protesta e la rivolta dei ceti produttivi, delle famiglie di lavoratori, del popolo NEL NULLA o spesso CONTRO I COMPETITORS DELLE FAMIGLIE PADRONE STESSE. Vedi l’attacco dei padroncini nostrani buoni a nulla contro il risparmio popolare, contro immobiliaristi e speculatori finanziari... e per il popolino scemo droga , discoteche, notti bianche, calcio, offerte dei centri commerciali, e intanto si mangiano i patrimoni di tutte le famiglie, tramite tassazione, inflazione, monopolio dell’informazione finanziaria...  per CAPIRE IL POTERE occorre ACQUISIRE LA CONOSCENZA DEL POTERE. Gli stessi che hanno creato dal nulla, tramite il monopolio dell'informazione, la crisi finanziaria di fine estate 2011 ora aizzano un popolino di creduloni che NON SANNO NULLA del potere contro gli ALTRI ultraricchi, contro la concorrenza... e magari istigano lo stesso popolino ingannato a chiedere la tassa patrimoniale sulle case e i risparmi del popolino stesso! 

 

 

A CHI SERVE LA PATRIMONIALE
 

Una ricetta semplice e immediata per un primo risanamento del bilancio pubblico:

1.         vendiamo 1000 immobili di proprietà degli enti pubblici: non si capisce perché lo stato o la regione o il comune debbano essere proprietari di immobili. Sono immobili sottratti al mercato, alle famiglie, ai lavoratori. 

2.         Licenziamo immediatamente i 100.000 impiegati pubblici più inutili. Senza le vessazioni dei dipendenti pubblici, i ceti produttivi potranno creare ricchezza più liberamente. La maggior parte dei dipendenti pubblici non crea ricchezza, la distrugge. 

3.  Eliminiamo qualsiasi tassazione sul risparmio delle famiglie e sui rendimenti del risparmio. Se le famiglie vedono che i loro risparmi sono al sicuro dal fisco e rendono, spendono tali rendimenti nell’acquisto di merci e servizi venduti dai ceti produttivi, stimolando in modo sano l’economia.

4.   Aboliamo qualsiasi aiuto di stato, qualsiasi sussidio settoriale per il sostegno del reddito (es: rottamazioni, quote PAC agli agricoltori, ecc.): chi si tiene in piedi sulle proprie gambe va avanti, gli altri vanno a fare i lavoratori dipendenti.

 

Sono ricette semplici ed evidenti, le capirebbe anche un bambino, ma non vengono attuate perché i ceti parassitari (famiglie padrone degli stati e della grande industria sussidiata, e apparati politici, burocratici, amministrativi) vogliono continuare a vivere sulle spalle dei ceti produttivi, delle famiglie dei lavoratori, magari estorcendo loro una tassa patrimoniale sui loro beni. 

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

 

 

A CHI SERVE IL DECRETO SVILUPPO 

“Lo stato è la grande finzione attraverso la quale tutti si sforzano di vivere sulle spalle degli altri” (Frédéric Bastiat)

Non si capisce come e per quale motivo un governo dovrebbe intervenire sul sistema economico per favorirne lo sviluppo. Non si capisce quale sviluppo porta il RUBARE soldi a chi li ha saputi guadagnare, risparmiare, investire, per darli ad altri, a soggetti parassiti e/o incapaci. Non si capisce perché nuove tasse dovrebbero ULTERIORMENTE depredare i ceti produttivi PER FORAGGIARE CETI PARASSITARI. Non si capisce perché la grande industria succhiasoldipubblici deve essere foraggiata dai contribuenti tramite sussidi, rottamazioni, fiscalizzazioni di oneri sociali, socializzazioni di perdite ecc. Non si capisce perché noi contribuenti dobbiamo SOSTENERE IL REDDITO di classi e settori improduttivi, obsoleti, parassitari. Non si capisce perché noi contribuenti dobbiamo sostenere il reddito degli agricoltori, i quali beneficiano di una vera e propria rendita di circa 300 euro per ettaro, le quote PAC, pagate da noi; e il nostro reddito CHI CE LO SOSTIENE? Non si capisce perché dobbiamo mantenere milioni di dipendenti pubblici assolutamente inutili, anzi dannosi per lo sviluppo economico.

O meglio, CAPIAMO TUTTI IL PERCHE’, ma è ora che facciamo qualcosa di serio per cambiare questo PARASSITISMO AI NOSTRI DANNI.

CHI VIVE SULLE TASSE PAGATE DAI CITTADINI DANNEGGIA TUTTI. RIDURRE TASSE E SPESE PUBBLICHE E’ TUO INTERESSE.

http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

 


NON ARRENDIAMOCI AI POTERI FORTI.

PAGARE PIU’ TASSE OGGI VUOL DIRE PAGARNE ANCORA DI PIU’ DOMANI. I veri ricchi di tasse non pagano una lira (pagherebbero a se stessi!), anzi usano lo stato, il fisco, l’inflazione, il debito pubblico, la spesa pubblica, per impadronirsi dei soldi degli altri, del popolo, di noi gente comune.

Credo che per comandare e depredare il mondo gli strumenti sono il fisco, l’emissione di moneta (fasulla), l’indebitamento pubblico, la spesa pubblica pilotata, il voto di scambio e la socializzazione dei costi del consenso.

Il centrodestra era stato votato e deputato a governare dai cittadini per ridurre le tasse e tagliare la spesa pubblica. Ha alzato tasse e spesa pubblica, in particolare accanendosi sui risparmiatori (già tartassati dall’inflazione), tradendo il mandato.

Appropriarsi dei soldi degli altri è facile: chi controlla i mass media di regime si inventa una CRISI FINTA, CHE NON C’E’ (perché oggi NON C’E’ NESSUNA CRISI, E TUTTI GLI INDICATORI ECONOMICI LO DIMOSTRANO, a partire dall’UBS – DJ Commodity Index: la crisi è strumentale, FINTA e PILOTATA) e la si prende come giustificazione per aumentare le tasse destinando i soldi così ricavati a una spesa pubblica pilotata (verso le proprie tasche), oppure con lo stesso terrorismo mediatico - finanziario (aggiotaggio) si fanno crollare le borse, i fessi in preda al panico vendono azioni, obbligazioni e titoli di stato, e i furbi rastrellano titoli a 4 soldi...

Occorre un’opposizione drastica alle manovre predatorie dei poteri forti: pretendiamo SOLO TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA E NESSUNA NUOVA TASSA (e nessun aumento di tributi esistenti). http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

 

 

LE BORSE NON DEVONO INFLUENZARE LA POLITICA FISCALE

Le borse mondiali oggi vanno giù, domani vanno su, questo è il loro NORMALE divenire, le perdite di oggi si trasformeranno nei guadagni di domani, borse basse sono un’ottima occasione per investire, i periodi di calo in borsa non sono mai preoccupanti e SONO SEMPRE REVERSIBILI.

INVECE LE TASSE UNA VOLTA MESSE NESSUNO LE TOGLIERA’ MAI PIU’, una volta aumentate nessuno le diminuirà mai più. BISOGNA AVER PAURA DELLE TASSE, NON DELLE BORSE. Nell’ultimo secolo di “riformismo”, la pressione fiscale non ha fatto altro che salire, depredando i cittadini, i lavoratori, le famiglie, squilibrando il mercato, soffocando l’economia, distorcendo la libera concorrenza, foraggiando apparati pubblici clientelari, parassiti e vessatori. L’economia è strangolata da tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, vessazioni burocratiche e amministrative.

Oggi, se vogliamo rimanere un paese produttivo, libero e democratico, dobbiamo assolutamente invertire tale tendenza, seguendo fedelmente un unico semplice principio: nessuna nuova tassa deve essere creata, nessuna tassa esistente deve essere aumentata, tutte le tasse esistenti devono essere diminuite o, se possibile, abolite. Meno spesa pubblica e meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello.

Lo stato non è un soggetto ma uno strumento nelle mani delle famiglie padrone contro il popolo: LO STATO NON DEVE FARE... meno lo stato fa meglio sta il popolo; lo stato non risolve i problemi del popolo, glieli crea...

Un articolo premonitore di soli 4 mesi fa: se Berlusconi avesse seguito il consiglio di non tassare i risparmi non avrebbe perso consensi, e sarebbe ancora il Berlusconi di sempre.

http://www.agoravox.it/Per-il-bene-di-tutti-la-tassazione.html

 

ANCHE IL VATICANO VUOLE TARTASSARE LE FAMIGLIE CHE RISPARMIANO.

Non bastavano i superbolli sui depositi titoli, il raddoppio dell’imposta sui rendimenti del risparmio, e la ventilata imposta patrimoniale. Anche il Vaticano si è dichiarato favorevole alla (ulteriore) tassazione delle transazioni finanziarie, la famigerata, illiberale e predatoria Tobin tax. Tassare le transazioni finanziarie non vuol dire tassare la grande speculazione internazionale. Le famiglie padrone del mondo che attuano la grande speculazione finanziaria operano da residenze e società site in esclusivi paradisi fiscali, e non pagano, e non pagheranno mai, nessuna tassa a nessuno. La tassa sulle transazioni finanziarie colpirebbe solo l’investimento e il disinvestimento del risparmio popolare.

Il Vaticano, che gode di enormi esenzioni fiscali, poteva risparmiarsi questa cantonata, visto anche che il messaggio Paleolibertario e Privatista è perfettamente compatibile con la visione Cristiano - Cattolica Tradizionalista in quanto entrambe tali posizioni sentono come usurpatorio, predatorio e vessatorio l’intervento di uno stato, visto come nemico, nella sfera privata e familiare.

Certo che se il Vaticano richiede anche lui l’ipertassazione del risparmio popolare, la stessa cosa che da anni sta pretendendo (e oggi ottenendo) il suo millenario peggior nemico, ovverosia la fazione statalista e satanista della massoneria internazionale, le famiglie dei lavoratori che risparmiano hanno molto di che preoccuparsi. Chi oggi non reagisce, domani subirà angherie peggiori... PAGARE PIU’ TASSE OGGI VUOL DIRE PAGARNE ANCORA DI PIU’ DOMANI.

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/

http://cromwell.ilcannocchiale.it/2011/09/17/tasse_sul_risparmio_e_liberism.html

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

 

www.hanshoppe.com

www.libertarianism.com

http://www.effedieffe.com

http://democraziaturnaria.splinder.com

http://www.controcorrentedizioni.it/

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/10/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-e-chi.html

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html  

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/05/il-sistema-in-cui-viviamo-il-sistema.html  

www.ronpaul.org

Filippo Matteucci

Economista Liberista





8 settembre 2011

TEA PARTY - FEDERAZIONE LIBERISTA

 



TEA PARTY FEDERAZIONE LIBERISTA

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/


MENO STATO, MENO TASSE, MENO SPRECHI, MENO PARASSITI, MENO LADRI.

PIU’ MERCATO, PIU’ RICCHEZZA, PIU’ MERITO, PIU’ LIBERTA’


Nell’ultimo secolo di “riformismo”, la pressione fiscale non ha fatto altro che salire, depredando i cittadini, i lavoratori, le famiglie, squilibrando il mercato, soffocando l’economia, distorcendo la libera concorrenza, foraggiando apparati pubblici clientelari, parassiti e vessatori. L’economia è strangolata da tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, vessazioni burocratiche e amministrative.

Oggi, se vogliamo rimanere un paese produttivo, libero e democratico, dobbiamo assolutamente invertire tale tendenza, seguendo fedelmente un unico semplice principio: nessuna nuova tassa deve essere creata, nessuna tassa esistente deve essere aumentata, tutte le tasse esistenti devono essere diminuite o, se possibile, abolite. Meno spesa pubblica e meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello.

Lo stato non è un soggetto ma uno strumento nelle mani delle famiglie padrone contro il popolo: LO STATO NON DEVE FARE... meno lo stato fa meglio sta il popolo; lo stato non risolve i problemi del popolo, glieli crea...


Il centrodestra era stato votato e deputato a governare dai cittadini per ridurre le tasse e tagliare la spesa pubblica. Ha alzato tasse e spesa pubblica, in particolare accanendosi sui risparmiatori (già tartassati dall’inflazione), tradendo il mandato. Non c'è alcuna differenza tra una destra statalista e una sinistra socialcomunista statalista: sono entrambe CONTRO IL POPOLO e serve dei dominanti del momento. Chi è IL POPOLO? Tutti coloro che indipendentemente dal loro livello di ricchezza, NON HANNO POTERE, non possono cioè usare lo stato, il fisco, l'emissione di moneta per imporre agli altri prestazioni patrimoniali o fisiche. Tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, debito pubblico, spesa pubblica, vessazioni burocratiche e normative sono tutti STRUMENTI DELLA NUOVA SCHIAVITU'


Se vogliamo una rappresentanza politica dei liberisti, dobbiamo farcela da noi, e secondo nuovi criteri di democrazia diretta. Altrimenti, se i vari gruppuscoli liberisti o pseudo liberisti, ciascuno con qualche capetto che pensa di conoscere e capire cos’è il potere, e magari spera in qualche poltroncina con rendita da sottobosco governativo, si trasformano in sindacati gialli, dovremo rassegnarci a fuggire all’estero o a lasciarci scorticare dalle tasse, ingrassando parassiti, tiranni e predoni.

Eppure la galassia liberale, liberista e libertarian è vasta e presenta soggetti interessanti: la Confcontribuenti di Pacor, il Movimento Libertario di Facco, la FAES Federazione Anti Estorsione di Stato, il nuovo PLI, l’UpL, la componente liberista del PR, ecc. Tutte queste iniziative, pur lodevolissime in sé, mancano però, prese singolarmente, di consensi e visibilità, e quindi sono di fatto inefficaci. Sono anche pressoché ignorate dalla stampa di regime, la quale ha invece preso a pubblicizzare gruppi che si ispirano ai Tea Party USA: il fatto stesso di essere citati dai massmedia di regime, unitamente alla presenza in essi di politici di professione riciclati, mi fanno dubitare dell’autenticità di questi ultimi.

Solo una Federazione di più soggetti liberisti autentici, basata su un programma minimo comune, può farsi avanti come soggetto credibile e autentico nel non credibile teatrino della politica nel quale oggi si mente per ingannare il popolo. Chi recita il ruolo del liberista, chi fa finta di difendere i proletari, chi dice di rappresentare i lavoratori, le piccole e medie imprese, i commercianti, i consumatori... E INTANTO LE TASSE AUMENTANO, AUMENTANO SEMPRE...

Eppure il potenziale bacino elettorale di un messaggio liberista, privatista, paleolibertario è enorme: il 50% degli elettori che schifiti dalla politica non va più a votare, cui aggiungere quel 20% ingannato dagli improbabili movimenti senza valori, apparentemente guidati da arruffapopolo giullari, che dicono di voler combattere la casta ma dalla casta stessa, dalle famiglie padrone sono creati e manovrati per canalizzare la protesta nel nulla.

I Tea Party devono invece nascere dalla base, come i no tav o i comitati antimovida dei residenti, ed essere ispirati da chi da anni si batte contro questo regime lavacervelli, tiranno, predone e oppressore. Occorre far capire anche a coloro col cervello lavato dalla propaganda “di sinistra” dei poteri forti, che nella vita le uniche tutele che hai contro le famiglie padrone che vogliono proletarizzarti o mantenerti servo sono la tua salute, la tua famiglia, la tua proprietà privata, il tuo clan parentale e la tua rete di vere amicizie. Tutto il resto è contro di te, in primo luogo lo stato.


Un avviso: prima di aderire a qualsiasi movimento politico di protesta, GUARDATE BENE CHI C'è DIETRO. I veri movimenti di protesta nascono solo dal popolo, dalla base. Gli altri sono SINDACATI GIALLI. Se vedete che politici di professione si appropriano dei movimenti di protesta, diffidatene. I politici della CdL che , sicuri di essere trombati alle prossime elezioni, tentano di riciclarsi come antistatalisti e antitasse (dopo aver votato la manovra di aspen tremonti ammazzarisparmiatori...) stanno a noi Liberisti DOC come la Palin sta a Ron Paul. NESSUN POLITICO CHE HA RICOPERTO CARICHE ELETTIVE O DI PARTITO DEVE ESSERE RICANDIDATO o votato. Coloro che li rimettono a galla non sono autentici movimenti liberisti e antistatalisti.

Aggiungo in fine che il messaggio Paleolibertario e Privatista è perfettamente compatibile col Conservatorismo e con la visione Cristiano - Cattolica Tradizionalista. Entrambe tali posizioni sentono come usurpatorio, predatorio e vessatorio l’intervento di uno stato, visto come nemico, nella sfera privata e familiare. Evidenzio ciò al fine di allontanare inutili radicalismi che ci alienerebbero quella parte di consensi senza portarci vantaggio alcuno.


Ho creato questo gruppo TEA PARTY su Facebook tendenzialmente BASATO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA con l’idea di condividerlo coi miei friend liberisti e antistatalisti DOC: chi vuole può aderire; se ci sono sufficienti adesioni vediamo cosa possiamo fare. Il gruppo non è in concorrenza ma al contrario può anche fondersi con altri gruppi liberisti esistenti, purché sia provato che non costituiscano quella sorta di sindacati gialli di cui ho parlato sopra...

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/

Se hai problemi coi link al gruppo Facebook, cerca su Facebook " TEA PARTY - FEDERAZIONE LIBERISTA "




26 giugno 2011

AUMENTO DELLA TASSAZIONE SUL RISPARMIO (RENDITE FINANZIARIE) = SUICIDIO POLITICO DEL PDL



PERCHE’ NON AUMENTARE LA TASSAZIONE SULLE RENDITE FINANZIARIE

 

Consideriamo la seguente ipotesi. Ho 10.000 euro di sudati risparmi, ci compro un BOT che mi rende il 4% annuo lordo, ovvero 400 euro. L’inflazione, cioè la perdita di valore, di potere d’acquisto dei miei risparmi causata dall’aumento dei prezzi, è anch’essa del 4% all’anno. Quindi i miei risparmi si svalutano di 400 euro ogni anno. Calcoliamo:

400 euro di rendimento   meno   400 euro d’inflazione   uguale   0.

L’inflazione è una tassa, anzi, è il più pesante e subdolo tributo che lo stato ci impone, quindi il mio rendimento di 400 euro mi è già stato tutto mangiato dall’inflation tax.

Ma non basta: su tutti i 400 euro di rendimento lordo nominale devo pagare allo stato anche l’imposta sostitutiva, oggi del 12,5%, proprio quell’imposta che vogliono ora quasi raddoppiare portandola al 20%. Calcolandola ancora al 12,5% è: 400*12,5/100= 50 euro.

Quindi, partendo dai 10.000 euro di risparmi iniziali e considerando il loro reale potere d’acquisto:

400 euro di rendimento  -  400 euro d’inflation tax  - 50 euro di imposta sostitutiva =  - (meno!) 50 euro.

La mia inaudita “rendita” finanziaria da ricco speculatore è negativa, ci ho rimesso 50 euro regalando ben 450 euro allo stato.

Ma tutti sappiamo che l’inflazione reale è ben superiore al 4% ufficiale, siamo in realtà oltre il 10% annuo. Divertitevi voi a conteggiare la mia inaudita rendita calcolando l’inflazione reale…

 

Non sono stato chiaro? Allora consideriamo questa seconda ipotesi.

Dieci anni fa, nel 2001, con 150.000 euro ci compravo un bell’appartamento semicentrale. Non l’ho comprato e ho investito in BOT e fondi a basso rischio. Coi rendimenti ottenuti (al netto dell’imposta sostitutiva pagata su di essi) in dieci anni sono arrivato a 200.000 euro. Oggi ho bisogno di comprarmi un appartamento: guardo il mercato degli immobili e vedo che con i miei 200.000 euro ci compro sì e no un bilocale in periferia.

Domando: passando, grazie ai rendimenti nominali, in dieci anni, dai 150.000 euro del 2001 ai 200.000 euro di oggi, mi sono arricchito o mi sono impoverito?

I 50.000 euro di rendita netta decennale mi hanno compensato della svalutazione dei miei risparmi causata dall’inflation tax? Ovviamente NO.

Per comprare quel bell’appartamento semicentrale che nel 2001 mi costava tutti i miei 150.000 euro oggi mi occorrono 300.000 euro (che non ho).

Facendo due conti:

150.000 euro di costo nel 2001 (e di risparmi iniziali)  +  50.000 euro di rendita netta decennale  -  300.000 euro di costo attuale  =   - (meno!) 100.000 euro.

Oltre all’imposta sostitutiva pagata nel decennio, ho regalato altri 100.000 euro di inflation tax allo stato, e mi sono drasticamente impoverito.

 

Devo pagare ulteriori tasse?

 

Volete raddoppiarmi la tassazione sulla mia favolosa rendita finanziaria?

 

La grande maggioranza dei lavoratori italiani NON VUOLE l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, cioè sui propri risparmi. Aumentare la tassazione sulle rendite è quindi un autogol, un suicidio politico-elettorale di qualsiasi governo e del centrodestra in particolare. Cito testualmente un commento a un articolo in merito pubblicato sull’Occidentale:

“tasse sulle rendite finanziarie = suicidio politico del PdL

Dico solo che se il centro destra farà una cosa talmente stupida e contradditoria come alzare la tassazione sulle rendite finanziarie, allora il mio voto se lo scorda definitivamente. Alzare le tasse sul risparmio degli italiani per finanziare un taglio delle tasse a quelle imprese di confindustria occupate soltanto a fare attività di lobby e ad accapararsi sussidi? Pazzesco e ridicolo. Faccio presento poi che le imprese italiane sulle loro attività finanziarie non pagano quasi nulla con il regime PEX. Oltre a questo possono ricorrere a holding in Lussemburgo o in altri paradisi fiscali. Quando la Marcegaglia e Bersani chiedono più tasse sull'iva e sul risparmio degli italiani per finanziare tagli di tasse al sistema industriale, non fanno altro che chiedere più tasse sulle persone fisiche residenti in Italia per gonfiare le tasche dello svizzero De B......... e soci. Tutto ciò è al limite della decenza. Passi un rialzo dell'iva accompagnato da tagli ai sussidi a fondo perduto verso le aziende per finanziare tagli di tasse più alle persone che alle imprese. Ma aumentare le tasse sul risparmio della gente è una cosa che fa schifo ed è tipica della sinistra. Il PdL eviti di suicidarsi.” ( http://www.loccidentale.com/node/106404#comment-106455 ).

E allora mi chiedo: ma perché lo fanno?

Visto che sono tutt’altro che autolesionisti, mi viene da pensare: che stiano obbedendo a ordini “superiori”? A quali potenti burattinai stanno obbedendo? A quali poteri forti fa così tanto comodo raddoppiare le tasse sui risparmi dei lavoratori? E’ interessante notare che troviamo politici statalisti, rossi, bianchi o neri, che vogliono tartassare i risparmiatori, trasversalmente in tutti gli schieramenti politici ad eccezione dell’area liberista. Sappiamo che in Italia le famiglie padrone hanno l’abitudine di tenere loro uomini sia a destra che a sinistra: qualunque schieramento politico vinca, vincono sempre loro. Berlusconi era l’eccezione, e, almeno finora, grazie alla sua ricchezza e al suo impero commerciale, si è potuto permettere di essere un po’ più indipendente dai soliti poteri forti: guarda caso è stato l’unico ad opporsi , finora, con decisione all’aumento della tassazione sui risparmi, anche contro i suoi alleati. Se  oggi accetta l'aumento della tassazione sui risparmi, Berlusconi è politicamente finito.

E allora invito quei parlamentari dotati di buon senso e d’indipendenza a evitare il concretizzarsi di questa follia suicida, a impegnarsi per bloccare l’aumento della tassazione sugli inflazionatissimi risparmi degli Italiani.

Sempre se vogliono essere rieletti: i risparmiatori hanno una memoria da elefante.

Una brevissima analisi dei ceti produttivi e parassitari chiarirà meglio la situazione.

 

Ci sono lavoratori veri, nel senso che lavorano e producono ricchezza, e sono i dipendenti del settore privato, gli autonomi, i piccoli e medi imprenditori.

Poi ci sono i lavoratori solo di nome, quelli i cui stipendi sono in realtà rendite, compensi per i voti portati, per il consenso dato, per la connivenza a traffici di ogni tipo. Costoro non producono niente, vivono sulle spalle dei contribuenti, dei ceti produttivi, rompendo per giunta l’anima a questi ultimi con quelle ottuse vessazioni burocratiche e legislative, che sono la vera rovina del nostro sistema economico.

Il bello è che le famiglie padrone del regime socializzano i costi del consenso, cioè li fanno pagare a noi. Si pagano il consenso dei loro servi parassiti coi soldi di noi contribuenti.

E hanno pure la faccia, costoro che vivono sulle nostre spalle, loro che hanno lauti stipendi costituenti vere e proprie rendite perché ciò che fanno non serve a nulla, di chiamare “rendite” finanziarie i rendimenti degli inflazionatissimi risparmi dei lavoratori! E di volerli ulteriormente tartassare!

NESSUNA TASSA E’ A FAVORE DEL POPOLO, TUTTE LE TASSE SONO CONTRO IL POPOLO.

Il cittadino si merita ciò che permette agli altri di fargli.

 

Filippo Matteucci




18 giugno 2010

PIU' TASSE SUI TUOI RISPARMI? NO, GRAZIE

 

Defending the Speculator


by Walter Block
Recently by Walter Block: Defending the Miser

   
Excerpted from Defending the Undefendable. An MP3 audio file of this article, read by Jeff Riggenbach, is available for download.

"Kill the speculators!" is a cry made during every famine that has ever existed. Uttered by demagogues, who think that the speculator causes death through starvation by raising food prices, this cry is fervently supported by the masses of economic illiterates. This kind of thinking, or rather nonthinking, has allowed dictators to impose even the death penalty for traders in food who charge high prices during famines. And this is done without the feeblest of protests from those usually concerned with civil rights and liberties.

Yet the truth of the matter is that, far from causing starvation and famines, it is the speculator who prevents them. And far from safeguarding the lives of the people, it is the dictator who must bear the prime responsibility for causing the famine in the first place. Thus, the popular hatred for the speculator is as great a perversion of justice as can be imagined. We can best see this by realizing that the speculator is a person who buys and sells commodities in the hope of making a profit. He is the one who, in the time-honored phrase, tries to "buy low and sell high."


But, what does buying low, selling high, and making large profits have to do with saving people from starvation? Adam Smith explained it best with the doctrine of "the invisible hand." According to this doctrine, "every individual endeavors to employ his capital so that its produce may be of the greatest value. He generally neither intends to promote the public interest, nor knows how much he is promoting it. And he intends only his own security, his own gain. He is led in this as if by an invisible hand to promote an end that was no part of his intention. By pursuing his own interest he frequently promotes that of society more effectually than when he really intends to promote it."[i]

The successful speculator, therefore, acting in his own selfish interest, neither knowing nor caring about the public good, promotes it.

First, the speculator lessens the effects of famine by storing food in times of plenty, through a motive of personal profit. He buys and stores food against the day when it might be scarce, enabling him to sell at a higher price. The consequences of his activity are far-reaching. They act as a signal to other people in the society, who are encouraged by the speculator's activity to do likewise. Consumers are encouraged to eat less and save more, importers to import more, farmers to improve their crop yields, builders to erect more storage facilities, and merchants to store more food. Thus, fulfilling the doctrine of the "invisible hand," the speculator, by his profit-seeking activity, causes more food to be stored during years of plenty than otherwise would have been the case, thereby lessening the effects of the lean years to come.

However, objections will be raised that these good consequences will follow only if the speculator is correct in his assessment of future conditions. What if he is wrong? What if he predicts years of plenty – and by selling, encourages others to do likewise – and lean years follow? In this case, wouldn't he be responsible for increasing the severity of the famine?


Yes. If the speculator is wrong, he would be responsible for a great deal of harm. But there are powerful forces at work that tend to eliminate incompetent speculators. Thus, the danger they represent and the harm they do are more theoretical than real. The speculator who guesses wrong will suffer severe financial losses. Buying high and selling low may misdirect the economy, but it surely creates havoc with the speculator's pocketbook.

A speculator cannot be expected to have a perfect record of prediction, but if the speculator guesses wrong more often than right, he will tend to lose his stock of capital. Thus he will not remain in a position where he can increase the severity of famines by his errors. The same activity that harms the public automatically harms the speculator, and so prevents him from continuing such activities. Thus at any given time, existing speculators are likely to be very efficient indeed, and therefore beneficial to the economy.


Contrast this with the activity of governmental agencies when they assume the speculator's task of stabilizing the food market. They too try to steer a fine line between storing up too little food and storing up too much. But if they are in error, there is no weeding-out process. The salary of a government employee does not rise and fall with the success of his speculative ventures. Since it is not his own money that will be gained or lost, the care with which bureaucrats can be expected to attend to their speculations leaves much to be desired. There is no automatic, ongoing daily improvement in the accuracy of bureaucrats, as there is for private speculators.

The oft-quoted objection remains that the speculator causes food prices to rise. If his activity is carefully studied, however, it will be seen that the total effect is rather the stabilization of prices.

In times of plenty, when food prices are unusually low, the speculator buys. He takes some of the food off the market, thus causing prices to rise. In the lean years that follow, this stored food goes on the market, thus causing prices to fall. Of course, food will be costly during a famine, and the speculator will sell it for more than his original purchase price. But food will not be as costly as it would have been without his activity. (It should be remembered that the speculator does not cause food shortages; they are usually the result of crop failures and other natural or man-made disasters.)

The effect of the speculator on food prices is to level them off. In times of plenty, when food prices are low, the speculator by buying up and storing food causes them to rise. In times of famine, when food prices are high, the speculator sells off and causes prices to fall. The effect on him is to earn profits. This is not villainous; on the contrary, the speculator performs a valuable service.

Yet instead of honoring the speculator, demagogues and their followers revile him. But prohibiting food speculation has the same effect on society as preventing squirrels from storing up nuts for winter – it leads to starvation.

Note
Adam Smith, An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations (New York: Random House, 1973), p. 243, paraphrased.

Reprinted from Mises.org.

 


June 10, 2010

Dr. Block [send him mail] is a professor of economics at Loyola University New Orleans, and a senior fellow of the Ludwig von Mises Institute. He is the author of Defending the Undefendable and Labor Economics From A Free Market Perspective. His latest book is The Privatization of Roads and Highways.

BY:
http://www.lewrockwell.com/block/block160.html




29 novembre 2009

PRIVATISMO

 

PRIVATISMO

(Sociologia, Politica, Economia, Cultura)

 

Corrente di pensiero che basa l’analisi delle interazioni umane e sociali sui principi dell’Etologia, e in particolare sul rapporto dominante - dominato.

Il Privatismo considera tale rapporto dominante – dominato insopprimibile e finalizzato alla lotta per la miglior vita e per la migliore sopravvivenza della specie.

 

Per il Privatismo sono quindi illusorie e intrinsecamente false le ideologie che promettono libertà, uguaglianza, fraternità, solidarietà; tali ideologie formali vengono identificate come strumenti usati da dominanti di bassa qualità per sostituirsi a dominanti meno scadenti e per ingannare i dominati.

 

Il Privatismo, rigettando l’intera cultura del Novecento vista come regresso di civiltà, puntualizza il suo appartenere al XXI Secolo.

 

 

La Teoria Privatista viene applicata in tutti i campi dell’interazione umana.

 

Nella Sociologia, il Privatismo mette al centro dell’analisi non il singolo individuo ma la famiglia, della quale l’individuo è mero prodotto. Riconosce alle famiglie di dominanti una identità culturale dinastica, un modello educativo ereditario che fornisce ai singoli appartenenti buona parte della capacità di dominio. Le famiglie che compongono qualsiasi società sono quindi naturalmente e necessariamente divise in famiglie di padroni e famiglie di servi.

 

Nella Politica, il Privatismo mira a svelare l’essenza del potere, il suo crearsi e il suo mantenersi usando forme di controllo autentiche e manifeste oppure subdole e mascherate, e giudica la qualità del dominante – governante.  In particolare distingue i dominanti spontaneamente riconosciuti da quelli che s’impongono con la forza bruta e/o con l’inganno. Ritiene autentica solo la democrazia diretta, turnaria e collegiale, e definisce formali le democrazie delegate elettive, comode e illusorie maschere di tirannie oligarchiche.

 

In Economia, il Privatismo vede la realtà economica non più marxisticamente come struttura della società, ma come conseguenza dei rapporti di potere. In particolare lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo oggi si realizza non attraverso il mercato del lavoro, ma attraverso lo stato, visto come apparato predatorio e clientelare creato dalle famiglie dei dominanti per esercitare comodamente e perpetuare il loro potere.

 

Nella Cultura il Privatismo combatte le culture formali che mirano a nascondere consolatoriamente i reali rapporti di potere, di dominio, rimuovendo dal pensiero cosciente il fatto reale per cui chi per natura è intrinsecamente meglio attrezzato per la miglior sopravvivenza è destinato a dominare.

 

Nell’Arte il Privatismo vede come funzione dell’Arte la magnificazione di quanto c’è di meglio nell’avventura umana su questa Terra, ritenendo irrilevanti i travagli, le angosce, le esperienze, la psicologia e l’esistenza stessa dell’artista.

 

 

 

 

 

 

 

 

Politico-Economical Privatism

Economia privatista, o Privatismo, in original Italian language, may be translated in English language as Privatist Economy, or Privatismus, or Privatism, or Privatist Theory.

 

 

Trend of thought that bases the analysis of the human and social interactions on the Principles of Ethology, and particularly on the relation between dominant – dominated individuals and families in the dominance hierarchy. The Privatism considers this relation dominant – dominated insuppressible and finalized to the struggle for the best life and for the best survival of the species.

 

The Privatism qualifies illusory and intrinsically fake ideologies that promise freedom, equality, fraternity, solidarity; such formal ideologies are identified like tools used by low quality dominants to replace better dominants and to deceive the dominated people.

 

The Privatism, rejecting the whole culture of the XX Century seen like decline of civility, defines itself belonging to the XXI Century.

 

 

The Substantialist Theory is applied in every field of human interaction.

 

 

Sociology

 

The Privatism puts in center of analysis not the single individual but the family, of which the individual is mere product. It recognizes to the dominant families a dynastic cultural identity, a hereditary educational model that supplies to the belonging individuals a large part of the domination capacity. The families that constitute every society are therefore naturally and necessarily divided into families of masters and families of servants.

 

Politics

 

The Privatism aims to reveal the essence of the power, its creating itself and its maintaining by using authentic and obvious or sneaky and masked shapes of control, and judges the quality of the dominant – ruler, depending and directly correlated to the subordinates’ life quality. Particularly the Privatism distinguishes the dominants spontaneously recognized from those that impose themselves by brute force and/or deciet. It retains authentic the direct, turnary and collective democracy only, and defines formal the delegated elective democracies, comfortable and illusory masks of oligarchic tyrannies.

 

Economy

 

The Privatism sees the economical reality not more Marxistly as structure of the society, but like result of the power relations. Particularly the exploiting man by man is today realized not through the labour market, but by the state, seen like predatory and client apparatus created by the dominant families to exercise comfortably and to perpetuate their power.

 

Culture

 

The Privatism fights the formal cultures that aim to hide consolingly the true relations of power, of domination, removing from the conscious thought the real fact that who is naturally and intrinsically better equiped for the best survival is destined to dominate in a free market and in a free society.

 

Arts

 

The Privatism sees like function of Art the exaltation of the best of human adventure on this Earth, regarding the torment, the anguishes, the experiences, the psychology and the same existence of the individual artist insignificant.




12 giugno 2009

Country house: Inglesi in fuga.

 

Country house: Inglesi in fuga.

Gli Italiani sono stufi del caos urbano, delle città riempitesi di immigrati clandestini, di spacciatori, prostitute, locali notturni della criminalità, di furti, scippi, stupri, estorsioni, ovvero di quell’inferno, quell’incubo in cui sono state colpevolmente trasformate le nostre aree urbane.

Il rapido deterioramento della qualità della vita nelle città ha spinto negli anni passati molte famiglie a esplorare le campagne in cerca di oasi di tranquillità e sicurezza. Ma la speranza di trovare una migliore vivibilità nelle campagne si è rivelata illusoria: soprattutto nelle zone rurali prossime a strade provinciali, a discariche e tralicci o a zone industriali il degrado è simile se non superiore a quello cittadino, con una popolazione locale composta prevalentemente da clandestini magrebini e da Rumeni, e da qualche agricoltore in pensione, troppo vecchio per cambiar casa e scapparsene via.

Tuttavia se oggi ci si allontana dalle provinciali e ci si addentra nelle campagne e nei piccoli borghi più sperduti si ha una duplice sorpresa: i casolari più isolati e inaccessibili sono stati comprati nello scorso decennio da Inglesi, e, guarda caso, ora questi Inglesi stanno vendendo in massa.

La moda che negli anni scorsi sembrava irrefrenabile, per cui i sudditi di Sua Maestà Britannica correvano a comprare a prezzi assurdi le più scassate e scatafossate bicocche per restaurarle e corredarle di piscina, è finita. Ed è finita decisamente male per gli Inglesi, che ora devono rivendere case scomodissime e costose, case che nessun Italiano vuole, almeno a quei prezzi.

La trascorsa decennale epopea delle case di campagna comprate dagli Inglesi è tutta da ridere, roba da commedia all’italiana. Beandosi della sterlina allora forte, i Britanni compravano quasi a occhi chiusi cascine, rustici, i cosiddetti casolari tipici umbri, marchigiani, pugliesi. Tali umide, maleodoranti e malferme catapecchie erano state abbandonate negli anni ’60 e ’70 dai nostri agricoltori i quali, godendo di tutti i benefici e i privilegi creditizi e fiscali loro concessi a piene mani dalla Bonomiana in cambio del consenso elettorale alla Democrazia Cristiana, si erano fabbricati moderni edifici, autentiche ville e palazzi dotati di ogni confort. Questi contadini, così beneficiati dal (nostro) pubblico denaro, non immaginavano certo di essere poi colpiti da un’altra imprevedibile fortuna: la moda inglese dell’italian dream, il sogno italiano della country house nel Bel Paese.

L’Italiano è furbo, ha l’occhio lungo, il contadino in particolare, scarpe grosse e cervello fino, con alle spalle una secolare tradizione di ruberie al padrone, agli antichi proprietari terrieri (quelli, per intenderci, che avevano appoggiato il fascismo, poi nel dopoguerra sterminati dalla DC a favore dei contadini stessi).

Ebbene, il furbo vergaro italico, magari col figlio geometra o mediatore, ha colto al volo e ben sfruttato l’ingenua moda britannica: capanne e ruderi di tufo o di altro materiale scadente, in luoghi scomodissimi, lontani da ogni tipo di servizi, che prima degli Inglesi nessuno voleva nemmeno in regalo, venduti per centinaia di milioni di lire a eccitati (“excited”!) sudditi britannici. Poi le famiglie contadine festeggiavano l’insperato affare crapulando in oceanici banchetti ai quali venivano invitati parenti e amici, e, ovviamente, i “chicken” britannici ben spennati.

Ma l’affare non finiva lì: il neoacquistato rudere doveva essere ristrutturato. Tutti conosciamo lo scarso fairplay italico quando si tratta di differenziare i prezzi per turisti stranieri dai prezzi per Italiani: nelle campagne tale differenziazione è stata elevata all’ennesima potenza. All’ingenuo acquirente, reso ancor più fidente da abbondanti “lunch” e da tanta falsa accoglienza iniziale, veniva consigliato per i lavori il cugino geometra, il cognato muratore, il genero idraulico, la nipote titolare dell’agenzia per le pratiche burocratiche, l’amico rivenditore di materiali per l’edilizia. Case del valore finale reale di 100.000 – 200.000 euro venivano a costare 400.000, 500.000, 600.000 euro. Una pacchia, una vera manna per i nostri campagnoli che, giustamente, ne approfittavano, in base al principio: “Finché i fessi si trovano…”.

Poi arrivò l’anno domini 2008, l’anno dei subprime, del crollo del mercato immobiliare negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dei fallimenti a raffica di banche e assicurazioni inglesi, del governo britannico che per turare le falle nel sistema creditizio si svenava e stampava sterline come se fossero volantini pubblicitari. E la sterlina contro l’euro crollava, crollava, sempre più in basso, sempre più in fondo: 1.7, 1.4, 1.3, 1.1 … E gli Inglesi residenti nelle bicocche con piscina restaurate a caro prezzo, che avevano redditi in sterline, convertivano quelle sterline in sempre meno euro, e cominciavano a chiedersi: “Ma non ci converrà ritornarcene in Gran Bretagna (“go back home”), visto che qui in Italia con le nostre sterline svalutate non ci compriamo più nulla?”. Oltretutto i Britanni si erano nel frattempo stufati di coltivare stentate erbette e verdurine per le talpe, di scorazzare inutilmente coi loro fuoristrada con targa gialla e guida a destra per le nostre campagne, belle sì, ma prive di servizi, di vita sociale tra gente sopportabile, di comodità, così desolate durante le lunghe invernate, e, in fin dei conti, noiose da inedia. Si erano stancati di attendere l’ispirazione artistica raccogliendo in continuazione col retino insetti, formiche, vermi di mosche e altra campagnola sporcizia galleggiante nell’acqua delle loro piscine. Si erano accorti che l’Italia, la vagheggiata Italia, l’italian dream, più che un sogno era un incubo di clandestini, malavita, tasse, burocrazia, servizi pubblici scadentissimi, rapine e stupri in villa…

E allora hanno pensato: “Ma se vendiamo questo nostro casolare tipico toscano umbro marchigiano che abbiamo pagato centinaia di migliaia di euro, e convertiamo queste centinaia di migliaia di euro in sterline, poi con tutte queste sterline in Inghilterra torniamo a vivere da signori”. Ed ecco allora gli Inglesi affollare le nostre agenzie immobiliari, ecco i mediatori riempire bacheche, siti internet e giornaletti immobiliari di casolari tipici ristrutturati con piscina in vendita… ma, ma….

Ma nessuno compra.

Nessun Italiano con famiglia, con figli e/o anziani, può andare a vivere in quelle lande isolate e sperdute, vicino a qualche spopolato paesetto di vecchi senza servizi, senza scuole, senza ospedali. Nessun Italiano è disposto poi, anche se libero dalle necessità di una famiglia, a pagare un immobile tre, quattro, cinque volte il suo reale valore. Anche perché l’acquirente italiano, sempre con l’occhio lungo, pensa: “Ma un domani, se dovrò rivendermi questa bicocca in campagna, quale fesso me la comprerà?”. Senza contare infine che sul valore delle aree rurali incombe il 2013, l’anno in cui, in ossequio ad accordi liberistici di commercio mondiale già siglati, tesi a favorire le esportazioni agricole di paesi emergenti, l’Europa toglierà agli agricoltori quei sussidi che finora ne avevano permesso la sopravvivenza, con conseguente futuro deprezzamento e cambio di destinazione (a pascolo) dei terreni.

Devo dire che il riconosciuto senso pratico, il tradizionale empirismo britannico, sta inducendo i venditori inglesi a una corsa al ribasso dei prezzi, spesso in concorrenza tra connazionali. In questo i Britannici si stanno dimostrando più realisti e lungimiranti di quei vergari nostrani ai quali il casolare tipico, il rustico, è rimasto ancora invenduto, e che continuano a chiedere prezzi superiori ai 100.000 euro, non comprendendo che, finita la moda degli Inglesi, il mero valore di cubatura delle loro catapecchie è di 10.000 – 20.000 euro al massimo. E per questi 10.000 – 20.000 euro devono ringraziare certe demenziali e antilibertarie normative statali e regionali che impediscono tirannicamente al cittadino la libertà primaria di costruire sulla sua proprietà, sulla sua terra, o lo taglieggiano imponendogli oneri di fantomatiche urbanizzazioni e altre tasse assurde. In mancanza di tali leggi vessatorie e predatorie, in un regime di libero mercato, il valore delle dette bicocche sarebbe negativo: il costo della loro demolizione.

Rimangono pur tuttavia come acquirenti dei casolari tipici i Magrebini e i Rumeni, a prezzi ovviamente magrebini e rumeni.




23 marzo 2009

LO SPECULATORE COME UN EROE

 



LO SPECULATORE COME UN EROE

Mentre i mass media di regime, i mass media di proprietà delle famiglie della grande industria assistita (coi soldi nostri) e delle famiglie dei capicosca, continuano a gettare fango su Borse, Finanza, speculatori, quando invece la colpa della attuale crisi è di chi ha per anni tenuto i tassi d’interesse troppo bassi al fine specifico e studiato di depredare risparmiatori e investitori, mi piace postare qui il famoso ottimo articolo di Victor Niederhoffer, pubblicato il 10 Febbraio 1989 sul Wall Street Journal, The Speculator as Hero.

Così forse qualcuno capirà perché, in questi mesi di crisi, vera o indotta, reale o pompata dai mass media, a ogni provvedimento delle “autorità” governative, il mercato (libero) internazionale rispondeva con un crollo di borsa. Perché questa è la fiducia che gli investitori hanno in queste “autorità” pseudodemocratiche, nel politburò servo delle famiglie padrone. Perché non ci sono governanti e politiche di destra o di sinistra, ci sono solo apparati statuali o interstatuali, comodi strumenti delle famiglie padrone per depredare i ceti produttivi. Che poi queste finte autorità, esecutrici di ordini altrui, si tingano di rosso, di bianco o di nero per prendere per i fondelli i gonzi, poco importa. Continueranno a depredare sistematicamente le famiglie appartenenti ai ceti produttivi tramite tassazione, pizzo, inflazione e debito pubblico. Spero che certi anarchici “di sinistra” (una contraddizione in termini), riflettano su ciò, invece di spargere inutile letame nei ristoranti di lusso. L’azione dimostrativa non serve a nulla: occorre riappropriarsi del territorio tramite ronde di cittadini, e del potere, iniziando da comitati di quartiere autogestiti. Le famiglie padrone, i “modern-day kings”, come li chiama Niederhoffer, vadano a prendere per i fondelli qualcun altro con la loro finta democrazia delegata, con le loro elezioni pilotate, con la loro compravendita di voti (coi soldi pubblici, coi soldi nostri), con la socializzazione dei costi del consenso, con le liste di candidati fatte a tavolino…. NOI VOGLIAMO LA DEMOCRAZIA DIRETTA, NON QUELLA DELEGATA.


The Speculator as Hero

This is not a good time for speculators. Last month the FBI and the Chicago U.S. Attorney's office accused more than 100 traders on the Chicago commodities exchanges of systematically cheating investors and the government out of millions of dollars. Lawyers in Chicago have been besieged by floor traders wishing to plead guilty to the charges.

Coming on the heels of the October 1987 stock market crash, popularly thought to be the fault of program traders and portfolio insurers, and amid the popular furor over insider trading, the speculator's stock may be at an all-time low. Even fictional speculators are in trouble. In Tom Wolfe's best seller "Bonfire of the Vanities," bond trader Sherman McCoy is ridiculed by his wife, and is unable to explain what he does for a living to his young daughter. In real life, noted currency trader Andy Krieger, in a widely reported incident in 1987, quit his job after he found himself unable to supply a satisfactory answer to his eight-year-old son's question about what good his job did.

Like Sherman McCoy and Andy Krieger, I am a speculator. I own seats on the Chicago Board of Trade and Chicago Mercantile Exchange. But when my daughters ask me if my job is as important as the butcher's, the doctor's or the scientist's, I answer that the speculator is a hero, and has been throughout history.

Some speculators are discoverers like Christopher Columbus, creators like Henry Ford, or inventors like Thomas Edison. Their job is easy to place on a high plane. My role in the grander order is indirect, relatively invisible and unplanned. The only discoveries I make are the routes that prices will travel. Like hundreds of thousands of other traders, I try to predict the prices of common goods a day or two or a few months in the future. If I think the price of an item will go up, I buy today and sell later. If I think the price is going down, I'll sell at today's higher price. The miracle is that in taking care of ourselves, we speculators somehow ensure that producers all over the world will provide the right quantity and quality of goods at the proper time, without undue waste, and that this meshes with what people want and the money they have available.

Politicians eager to "do something" about high prices often make laws to punish the speculator. A representative incident occurred during the reign of Emperor Diocletian in Rome in A.D. 300. Speculators were withholding scarce provisions from the hordes, hoping to unload when the demand was even more intense. To remedy this, Diocletian set the highest price for beef, grains, clothing and several hundred other items. Anyone who sold at a higher price would be put to death.

The result? As reported by Lactantius in A.D. 314: "Much blood was shed upon slight and trifling accounts. The people brought no more provisions to the markets, since they could not get a reasonable price for them, and this increased the dearth so much that at last after many had died by it, the law itself was laid aside."

Another representative incident occurred during the siege of Antwerp by the Spanish in 1585. Antwerp was then the leading commercial town of Europe. The Spanish decided to blockade the port to fore surrender when supplies gave out. Knowing this, Antwerp farmer and bakers produced large amounts of bread. Privateers ran the blockade at great peril to provide needed supplies. Prices began to rise. Speculators, guessing that bread was going to be scarce, contributed to further price rises through shrewd purchases.

But Antwerp politicians thought it wrong for greedy speculators to profit from war. The politicians fixed a very low maximum price to everything that could be eaten, and prescribed severe penalties for violators. The consequence was inevitable. privateers stopped running the blockades and the supply of grain dried up. Consumers had no incentive to economize. The citizens ran out of all their provisions after six months of the siege and the Antwerpers starved. They surrendered and were quickly annexed.

Let's consider some of the principles that explain the causes of shortages and surpluses and the role of speculators.

when a harvest is too small to satisfy consumption at its normal rate, speculators come in, hoping to profit from the scarcity by buying. Their purchases raise the price, thereby checking consumption so that the smaller supply will last longer. Producers encouraged by the high price further lessen the shortage by growing or importing to reduce the shortage. On the other side, when the price is higher than the speculators think the facts warrant, they sell. This reduces prices, encouaraging consumption and exports and helping to reduce the surplus.

Of course, speculators aren't always correct. When they are wrong, their actions contribute to shortages or gluts. Manias such as the Tulipmania, the South Sea Bubble, the Mississippi Bubble, gold panics, stock market crashes, and violent swings in the value of the dollar are frequently cited as examples of occasions when speculators contributed to instability and imbalance. But who could do the job better?

Bureaucrats have little incentive to improve, invest or innovate. When speculators are wrong, however, they are punished severely for their mistakes by losses of their own money. If left unchecked, the tendencies of our modern kings to interfere with the natural working of the marketplace would lead to destruction. But speculators, searching for profit, send signals to producers and consumers as to the forces of destruction and good.

Traders sent such a signal on October 19, 1987, when they dropped the wealth of the non-Japanese-speaking world by 10% in one day when a modern-day king tried to interfere with the natural order by driving the dollar down one last 5% or so.

Perhaps the most positive impact of our current-day speculators is to check at inception governmental activities that would have an inflationary impact. Governments are prone to spend more money on their activities than they take in through taxes. The consequence often has been substantial inflation, followed by war, revolution and destruction of civilization. Nowadays, however, bond traders are so alert to the long-term consequences of such activities that they immediately send debt yields up significantly at the first sign of inflation.

The increased yields have such a negative and immediate impact on government revenue, business activity, and consumer spending that governments have all but given up trying to sneak increased spending past the market. As a result, the rate of inflation slowed markedly throughout the Western world during the 1980s. At the end of last year the long-term yield on a 30-year U.S. Treasury bond was 8.8% vs. 14.4% on the day after President Reagan was first elected. The great era of prosperity that has accompanied this reduced inflation adds a feather to the speculator's cap.

Granted, speculators are not angels; many are motivated by gambling and greed, and when given the chance will take advantage of the public as much as the next person.

What is the net effect of such evilness? Consider the purchase of one Treasury bond futures contract, the most actively traded futures contract. This is where the U.S. Attorney apparently focused his investigation after the undercover agents suffered huge losses for the government's account in stock market futures during the October 1987 crash.

To buy the equivalent of $100,000 in bonds, an average customer might pay $17.50 in commission (half of a typical $35 commission for one contract's purchase and sale) and $31.25 (one "tick"), the usual spread between the bid price and the ask price. This adds up to a $48.75 transaction cost for each $100,000 purchase.

Compare this with the "gentlemanly" New York Stock Exchange, where market-making speculators have a monopoly on trading in individual stocks. To purchase $100,000 of IBM stock (about 800 shares), the most actively traded Big Board issue, an average customer might pay 40 cents a share in commission costs and a 25-cent-a-share bid-ask spread. This $520 transaction cost is more than 10 times the cost to trade the same dollar amount of futures contracts.

Much of the suspected wrongdoing in Chicago apparently involved unscrupulous futures brokers who misreported customer transactions or gave customers unfavorable prices. But even if a bond-futures broker, for example, stole an additional $31.25 tick on every customer order, if the liquidity of the market would still be far greater than that of the less-competitive Big Board. The customer would still be paying only one-sixth of the cost of the same trade in IBM stock.

This example serves not to exonerate crooked futures brokers, but to demonstrate the efficiency of a competitive market. Despite the overwhelming evidence that the speculator gets the job done, governments have attempted to bypass speculators in the name of a higher good.

The intellectual raises his eyebrows at the economic and historical analysis and contemptuously says, "Man cannot live by bread alone." To this I respond that without us, there would be no bread.

I am proud to be a speculator. I am proud that my humble attempts to predict Tuesday's prices on Monday are an indispensable component of our society. By buying low and selling high, I create harmony and freedom.”

Mr. Niederhoffer is chairman of NCZ Commodities. This article appeared in the February 10, 1989, issue of The Wall Street Journal.? Dow Jones and Co., Inc., 1989.

Tratto da: http://www.dailyspeculations.com/vic/spec_as_hero.html




26 settembre 2008

Dove vivere?

DOVE VIVERE?

Pubblico l’ottimo articolo di Davide De Benedictis, e lo ringrazio per il tempo che ha dedicato a scriverlo.

Ho trovato e copiato questo articolo sul sito:

http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=4538



Roma 8: visita guidata nelle future banlieu romane

Riflessioni e stato dei luoghi a Torre Angela, Torrenova, Giardinetti, Tor Bella Monaca, Finocchio,Villaggio Breda, Tenuta Borghese, Ponte di Nona e Due Leoni

12/05/2007

In questi giorni sulla rete romana si fa un gran parlare dello sfogo del lettore romano di Repubblica e della risposta del sindaco di Roma, Veltroni.

In proposito chiedo ospitalità per esprimere la mia opinione.

Più che dallo sfogo del cittadino romano sono rimasto basito della banalità e demagogia della risposta del sindaco. Non posso resistere a raccontare la mia esperienza nella futura banlieu romana.

Io mi ci rivedo molto nello sfogo del lettore di Repubblica. Ho sempre votato a sinistra e quella è la mia formazione culturale. Purtroppo nel quotidiano del posto in cui vivo le mie convinzioni vacillano sempre di più. E mi pento sempre di più di avere votato Walter entrambe le volte. Sono sempre più convinto che a Roma serva una svolta, un cambiamento, sperando che possa servire come scossa a tutti i cittadini. Meno inaugurazioni, meno fregnacce di facciata e più servizi concreti. Forse pura utopia.

Vivo da 6 anni a Torre Angela o Torrenova o Giardinetti, come lo volete chiamare e qui ce n'è di materiale per far vacillare anche le certezze di un missionario.

Urbanisticamente tutta la zona di roma est, sulle direttrici della casilina e prenestina, è un enorme suk nato dalla corsa dell'abusivismo degli anni 70 e 80; un eterno susseguirsi di case abusive costruite le une addossate alle altre, pratoni incolti, cave abbandonate, quartieri simil residenziali assediati dal nulla. Il tutto inframezzato da decine e decine di rivendite di materiali edili e idraulici a testimonianza dell'enorme sforzo costruttivo fatto da migliaia di famiglie in barba alle regole edilizie più elementari. Penso che qui abbiamo il record di rivendite di materiali edili per persona.

In mezzo a questo Tor Bella Monaca, che forse forse non sarebbe neanche malissimo se i materiali con cui costruirono i palazzi non fossero scadenti, roba da edilizia popolare e non avessero costruito i grattacieli. Perché abbiamo costrutio i grattacieli a Roma? E' quello che si chiedono molti romani del luogo quando scappano ai Castelli per sfuggire alla calura estiva e riconoscono i grattacieli di Tor Bella Monaca da tutte le terrazze panoramiche.

Ma ancor di più, se non vi avessero deportato centinaia di famiglie senza casa o senza lavoro, migliaia di persone con forti problemi sociali alle spalle, concentrandoli nei palazzoni di via dell'Archeologia: una bomba sociale che non ha tardato a dare i suoi frutti. Ma almeno rispetto al resto le strade ci sono, pure belle larghe e ci sono i marciapiedi che sono un sogno in tutto il resto della zona.

In tutta la borgata Finocchio e gran parte di Giardinetti e Torre Angela esistono solo viuzze a senso unico senza possibilità alcuna di costruire, anche volendo, un marciapiede. Tutte le strade sono ricavate dallo spazio avanzato tra una casa abusiva e un'altra. Si può vagare per km e non trovare una mezza casa uguale all'altra mezza. Centinaia di case ancora con i tufi a vista. Provate a farvi un giro con la macchina a via di Rocca Cencia e provare l'ebbrezza di svoltare a caso in una traversa.

Fate una gita al Villaggio Breda con i vostri figli, oppure semplicemente uscendo dal raccordo sulla casilina e svoltate subito a destra dentro giardinetti. Solo chi ci abita o ci si trova per caso può capire cosa significa. E non sto parlando di qualche isolato: Sulla casilina oltre Finocchio è ancora comune di Roma, Ottavo municipio, e il raccordo anulare si trova a oltre dieci km di distanza. Dieci km di puro degrado urbano.

E' evidente per chiunque visiti urbanisticamente e antropologicamente la zona che non c'è rimedio alcuno. Tempo fa, un architetto affezionato ai luoghi in cui è nato, mi ha detto semiserio che l'unica soluzione sarebbe quella di deportare tutti gli abitanti e radere al suolo tutto per poi ricostruire: uno sventramento e deportazione come quelli operati nel ventennio per costruire via della Conciliazione (gli abitanti di borgo pio furono "deportati" e nacque Torpignattara). Sembra una follia ma abitandoci non riesco a dargli torto.

Qualcuno ha mai visto la vecchia terminazione del trenino dei deportati Roma-Pantano? La ferrovia finisce con un cavalcavia mozzo in mezzo ai prati a dieci metri di altezza:

(foto da farm1 di flickr.com)

Il tutto in mezzo ai pini secolari di quello che è la Tenuta Borghese. Fu tagliata anche la via di ingresso al complesso:

(foto da http://casilina18.free.fr)

Dal sito della Tenuta (www.pantanoborghese.com) possiamo vedere la bellezza di questi luoghi e le loro foto cercano di nascondere lo scempio fatto del magnifico ingresso.

Il Comune ha anche inaugurato con tanto di festa il nuovo capolinea che aggiunge schifo sullo schifo. Nella ristrutturazione non si sono preoccupati di rimediare. Mica siamo nella capitale d'italia, nel luogo più famoso al mondo? No! quindi facciamo solo il minimo indispensabile. Sono proprio i nostri amministratori i primi a non credere più in un risanamento dei luoghi.

A chi non è della zona ma ha degli interessi urbanistici o semplicemente un puro e sano gusto dell'orrore suggerisco una gita fuori porta: andate al famigerato Centro commerciale Roma est, ma non prendete l'autostrada, piuttosto arrivateci con l'unica altra strada di collegamento: la Collatina. Da via dell'Acqua Vergine scoprirete mozziconi di campagna romana divorati da palazzine anonime, devastata da discariche abusive e decine di prostitute di colore con il loro ombrellino che svettano tra i cumuli di rifiuti edili. Poi sbucate a Ponte di Nona e all'improvviso vedrete quella cosa che può solo definirsi un ecomostro. Vi consiglio di andarci davvero e di affacciarvi dalle gigantesche terrazze poste al primo piano da cui godrete una magnifica vista di quello che stiamo distruggendo.

Visto che noi siamo anche il posto in cui viviamo, l'equazione è presto fatta. Chi ha avuto i mezzi economici o culturali per capire dove viveva se l'è svignata, altri sono rimasti in questo enorme "non luogo". Visto che il valore immobiliare medio è il più basso di Roma, per una specie di osmosi, "degrado chiama altro degrado", le case si sono riempite, per usare un eufemismo, delle nuove classi sociali meno abbienti: gli immigrati.

Siamo in un paese libero e quindi sono stati anche liberi di scegliersi i propri ghetti: in alcune strade sono tutti rumeni, in altre albanesi. Via Angelo Macchi, dietro casa mia che è (dovrebbe essere) un edificio valorizzato dalla Soprintendenza e costruito da Domenico Fontana, è stata scelta come dimora dagli africani. Duecento metri di strada sono abitati solo da nigeriani, congolesi e via dicendo. Anche le attività commerciali hanno cambiato connotazione e sono sorti decine di negozi che vendono solo i loro generi alimentari. Sotto casa mia hanno aperto una specie di baretto dove vengono tutte le sere ad ubriacarsi. Alla sera cento metri di strada ai lati del mio portone sono cosparsi di decine di bottiglie di birra rotte e la maggior parte degli avventori sono le prostitute nigeriane che si rifocillano prima di partire per attaccare a lavorare... Tutti pomeriggi poi si assiste ad una altra scena tipica di Torrenova: i vecchietti che riportano a casa le loro signore di colore. Sembra una fermata dell'autobus, un viavai di macchine guidate da signori ultra sessantenni che accompagnano a casa belle ragazze nere di vent'anni.

I loro uomini o papponi si dedicano nel frattempo alla pulizia delle loro mercedes, bmw, audi, tutte macchine vecchiotte ma tirate a lucido. Quando non funzionano o sono incidentate le lasciano per mesi parcheggiate di fronte casa mia smontandole e riparandole appena hanno i soldi. Quante discussioni da parte nostra con municipale, polizia e carabinieri rischiando anche l'oltraggio: "le macchine hanno la targa e non si possono rimuovere"; "ma guardi che la notte ci dormono dentro e le tre macchine semidistrutte sono ferme da un anno, dovete venire"; "appena una pattuglia è libera la facciamo intervenire". E puntualmente non viene nessuno... Chissà se in via Cassia un'auto senza il muso può rimanere un anno sul marciapiede con persone che ci dormono dentro...

Francamente mi fanno ridere le discussioni e iniziative sulle telecamere antiprostituzione per risanare i quartieri bene. Noi non abbiamo diritto neanche a questo: qui le prostitute mica battono, ci abitano!!!

Vabbè, decido di fare la spesa al supermercato all'angolo di via Tor Vergata. Sono 400 metri e faccio due passi. Incontro tre bar e l'altra faccia della comunità slava. Eh si, il Presidente Napolitano ha tuonato per gli incidenti sul lavoro e tutti al Primo Maggio, tra una fava e un pezzo di pecorino, si sono indignati con lui. Ma la mattina di fronte allo smorzo (rivendita di materiali edili) in via di Torre Angela ci sono centinaia che aspettano che qualcuno se li carichi per un lavoretto dell'ultima ora; tutto in nero e senza protezione alcuna.

Sono le 18 e tutti sono tornati dai cantieri. Ora i bar sono affollati da albanesi rumeni e polacchi che scolano decine di birre e prima delle 20 molti non si reggono in piedi. I più risparmiosi vanno al supermercato e comprano una cassa di birra da consumare tranquillamente in un angolo della strada. Il mio è tutto uno slalom tra bottiglie e lattine vuote lasciate per terra. E guai a rimproverare qualcuno che spacca la bottiglia contro un muro o anche solo incrociare lo sguardo.

Nelle mie file alla cassa del supermercato a Tor Vergata ho notato più volte degli extracomunitari che compravano scatole di cibo per cani e scatole di pelati. All'inizio non ci avevo fatto caso ma poi chiacchierando con il cassiere cingalese ho aperto gli occhi: i più poveracci con poco più di un euro si fanno un bel gulasch di Ciappi. Non credevo di poter vedere queste situazioni a Roma e quasi mi vergogno a parlarne.

L'altro ieri mi è scaduta la carta di identità e quindi mi sono recato all'Ottavo municipio per il rinnovo in piena Tor Bella Monaca. Solo capire dove si trovi il Municipio è una impresa. Trovo i vigili, trovo il teatro ma degli uffici comunali nessuna traccia. Anche qui i nostri cari urbanisti si sbizzarrirono separando il piano stradale da quello dei servizi, un po come a Laurentino 38. E' tutto un alternarsi di strade, sottopassi, cavalcavia, scalette, piazzette e parcheggi rialzati. Una manna per la microcriminalità. Certo non usarono il cemento autopulente utilizzato da Richard Meier e ora tutto il quartiere ha un aspetto fatiscente, grigio sporco.

Finalmente, dopo le indicazioni di alcuni passanti, Bingo! Gli uffici aprono alle 8,30, avevo un vago ricordo orrorifico dell'ultima volta che avevo messo piede in questo luogo di dolore e mi sono messo in fila alle 7,20. Molte persone in fila sono poveri immigrati presi tra i mille problemi dei loro documenti e la nostra burocrazia infinita.

Alle 8,30 aprono le porte e parte una corsa al numeretto senza esclusione di colpi. C'è una unica macchina che distribuisce i numeri tra spinte schiaffi e pugni. Una vecchietta cade, urla e piange. Gli impiegati comunali seguono la scena a distanza e si guardano bene dall'intervenire. Il più temerario, da debita distanza, minaccia di chiamare i vigili. Il comando è al piano di sotto ma di vigili non c'è traccia. Qualcuno ironizza che sono a prendere un cappucino e cornetto. Come dargli torto? Un signore distinto mi racconta che è il quarto giorno di fila che viene e non è mai riuscito a prendere i numeri. Dice che ogni giorno è la stessa solfa, botte e urla. Capisco perché i numeri finiscono. Nella calca ognuno tira via una striscia di carta con dieci, venti numeri. Agli uscieri del Municipio non gliene frega nulla, dopo essersi goduti lo spettacolino della rissa si disperdono nei corridoi e trovarne uno è un'impresa. Mi servivano informazioni e ne "stano" due che si stanno fumando una sigaretta in un angolo con la finestra aperta. Ottenute le informazioni non riesco a trattenermi dal fargli notare che c'è il divieto di fumare. Mi rispondono che sono stanchi e hanno il diritto di fare una pausa e che comunque se ho qualcosa su cui ridire devo andare al piano di sopra all'URP. Beh! ci rinuncio: se gli uscieri sono Pacciani e Liboni, all'URP ci sarà Hannibal e poi si sta facendo tardi, sono le 8,40 e come molti devo andare in ufficio.

Ritorno in fila per la carta di identità e ancora ci sono numerose discussioni tra chi era in fila alle sette e ha preso il numero venti e chi arrivato all'ultimo momento con spinte e schiaffi ha preso il numero 8. Un usciere, affetto da sindrome di down, cerca di fare rispettare al fila ma viene preso a spinte anche lui e se ne va piangendo. Penso che ora finalmente arriverà la municipale ma non accade nulla. Il signore distinto mi tranquillizza: è così tutte le mattine. Penso che ci sarebbe molto da discutere sull'opportunità di impiegare un ragazzo down per questi servizi...

Alle 10,30 ho fatto. Per tutto quello che ho visto mi viene da pensare che sia stato in un ufficio del terzo mondo. E invece no, Sveglia!!! Sei solo all'Ottavo municipio.

Sullo scooter mi interrogo sul significato della parola cultura, ripenso al gran battage pubblicitario del nostro Sindaco sul nuovo Teatro di Tor Bella Monaca, della direzione di Michele Placido, della cultura che sbarca in periferia.

Ma che ci faccio con un teatro se vengono calpestati i miei diritti fondamentali di cittadino? Mi viene alla mente il motto romano: "panem et circenses".

Tutto questo ha però un solo nome: DEGRADO

E non sono le piazze in periferia, i nuovi centri commerciali, il tempio del nuoto a Tor Vergata e i milioni di metri cubi di cemento decisi dall'ultimo Piano regolatore che risolvono i problemi di questa parte della città. Come lascia il tempo che trova il temino al giornale svolto diligentemente dal nostro Walter.

Due anni fa, nel pieno della rivolta delle banlieu francesi, seguivo con interesse le discussioni dei nostri politici sull'eventualità che quanto accaduto a Parigi potesse ripetersi nelle nostre periferie.

Secondo me ancora no: gli ingredienti ci sono tutti ma è troppo presto. La maggior parte dei nostri immigrati sono ancora alla prima generazione a differenza di quelli francesi. Diverso sarà quando i loro figli o nipoti rivendicheranno una loro identità sociale nella nostra città e nel nostro paese. Se non rimuoviamo dalla nostra città i ghetti che già furono dei romani. Se non perseguiamo nei loro confronti una seria campagna di integrazione culturale allora ci saranno tutti gli elementi per il ripetersi degli episodi parigini.

A differenza di altri ex quartieri periferici di Roma Est come Centocelle, Torpignattara, Pigneto, Quadraro dove i coatti di un tempo si identificavano nella loro borgata, qui neanche i romani hanno avuto il tempo di trovare un "orgoglio coatto". Torpignattara è nata negli anni venti. Il Quadraro pure. Torre Angela, Giardinetti e Finocchio da zone rurali sono passate a borgate solo al finire degli anni Sessanta e hanno avuto una storia urbanistica diversa. Alla seconda generazione di abitanti c'è stata l'immigrazione in massa degli stranieri. E' ancora troppo presto. Sì ci sono diversi comitati di quartiere e associazioni ma francamente le vedo più come un'arma di difesa dallo squallore di tutti i giorni che come strumenti di affermazione della propria identità.

Se penso ad un simbolo della mancanza di identità culturale di queste parte della città, non mi vengono in mente le centinaia di ruderi antichi abbandonati di cui la zona è piena. Piuttosto penso al cancello dei Due Leoni sulla Casilina dopo Grotte Celoni. Il quartiere Due Leoni deve il suo nome proprio dai due leoni che sovrastano le colonne del cancello della villa di un noto costruttore romano che ora ospita un convento di suore. (per saperne di più consultate il libro di Rita Pomponio: Torrenova felix. Il Lazio da Agro Pupinio a proprietà borghese dal VII secolo a. C. al XX).

I due leoni in cemento varranno più o meno come un nano da giardino ma tant'è, quella è l'origine del toponimo. All'ultimo scudetto della Roma li hanno pure dipinti giallo rossi. Una volta si entrava dal cancello nell'omonimo quartiere abusivo, poi l'ingresso diventò troppo piccolo e hanno fatto l'attuale svincolo isolando il vecchio cancello dietro due guardrail. Nessuno ha mai lontanamente pensato che possa valere la pena conservarlo: una stuccata, una pitturata e un piccolo recinto. Chissà, che un domani i figli dei muratori rumeni e polacchi che ora sono in attesa davanti allo smorzo non decidano di ristrutturarlo per loro. Quello sarebbe un segnale che sta nascendo la banlieu.

Per ora giace lì, sulla Casilina davanti a tutti, disgregandosi giorno dopo giorno coperto di erbacce e rifiuti e anche i leoni iniziano a capire che non c'èpiù nulla da difendere o quasi.

Davide De Benedictis

Tratto da: http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=4538

I colpevoli del degrado, coloro che ci obbligano a vivere, tartassati, in un inferno di extracomunitari, di criminalità, spaccio, prostituzione, locali notturni, di inquinamento e di rumori, sono le famiglie padrone dell’Italia, ovvero le famiglie della grande impresa assistita e sussidiata, le famiglie dei capicosca della criminalità organizzata, e i loro lacchè politici e burocrati, il politburò; in una parola, i ceti parassitari.

Costoro, i nemici del popolo, vivono alle spalle della gente onesta e lavoratrice, della gente per bene, depredando i cittadini tramite tassazione, pizzo, inflazione e debito pubblico.

La democrazia delegata è una finta democrazia, che non rispecchia la volontà del popolo. Il degrado e l’immigrazione sono una chiara dimostrazione di ciò.

I cittadini NON VOGLIONO un'immigrazione indiscriminata, vogliono sicurezza, ordine pubblico, tranquillità, poter uscire la sera e poter dormire la notte, non dover aver paura blindati dentro le proprie case. Non vogliono prostitute, viados, spacciatori, pub e discoteche della mafia, risse, ubriachi e drogati sottole loro case.

I cittadini vogliono riappropriarsi del loro territorio, delle loro città, dei loro paesi, delle loro campagne, e viverci in pace, da persone civili e tra persone civili.

I branchi di immigrati fanno comodo solo a quelle famiglie padrone che possono impiegare in nero, senza che nessuno le disturbi, tale manodopera;

fanno comodo alle famiglie che controllano la criminalità organizzata, che in essi trova la sua manovalanza disposta a tutto;

fanno comodo a quelle organizzazioni e associazioni che sugli immigrati ci mangiano sopra, anche intascando lauti sussidi statali (pagati da noi contribuenti).

I branchi di immigrati sono stati fatti venire qui per formare quell'esercito di disperati, quella riserva di disoccupati di cui parla Marx, definendola la principale arma di ricatto dei padroni di bassa qualità contro i lavoratori (italiani). Come il lavoratore italiano alza la testa, viene licenziato e si assume un immigrato. I padroni di bassa qualità vogliono sostituire gli Italiani con servi meno pretenziosi, disposti a lavorare per niente e a vivere in venti in una bicocca.

Gli affitti delle case sono alle stelle, perché una famiglia italiana non può permettersi di pagare quello che pagano dieci, quindici, venti magrebini ammucchiati dentro un appartamento.

La stragrande maggioranza dei cittadini che col loro lavoro producono ricchezza non ha alcun potere e alcun controllo sulla gestione della cosa pubblica e sul livello di imposizione fiscale.

A quanto appena esposto, a questo vero grande problema, il popolo non deve pensare. Il pensiero autonomo, indipendente, personale, è un reato non codificato. Deve essere quindi imposto un pensiero dipendente, canalizzato, che si struttura in due direzioni:

1) non pensare al vero problema della gestione della cosa pubblica, ma pensare ad altro: al calcio, alle offerte dei centri commerciali, al pub e alla discoteca, alla mina del sabato sera, ai problemi del terzo mondo, al festival di San Remo, al mostro in prima pagina, o a qualsiasi scemenza, del tutto irrilevante per la qualità della vita, che distolga l'attenzione;

2) se a qualcuno viene in mente di pensare allo stato, deve pensarci in modo preconfezionato, canalizzato, ovverosia in termini di ideologie, di partiti politici, di sindacati, in termini cioè che nulla hanno a che fare con la reale strutturazione del potere. Il gioco dei canalizzatori del pensiero è identico a quello dei prestigiatori, i quali attirano l'attenzione sulla mano che fa dei gesti inutili per non far osservare l'altra mano che attua il trucco. Politici amministratori siedono su poltrone lautamente retribuite ma di finto potere, poltrone sulle quali li hanno posti le famiglie che realmente hanno il potere affinché eseguano i loro ordini, contro i cittadini, contro il popolo.

Alemanno sta facendo qualcosa per Roma, ma sono provvedimenti qualitativamente e quantitativamente inefficaci, insufficienti. Certo, meglio il poco di Alemanno che il nulla assoluto di un Veltroni o di un Rutelli.

Occorre chiedersi: gli Italiani sono troppo mangiamaccheroni per eleggere democraticamente e plebiscitariamente un Re vero, che faccia ordine e pulizia? Un vero Re, il miglior Re, il quale è di ALTRA NATURA rispetto alle nostrane famiglie di potentati succhiasoldipubblici e di capicosca, manca in Italia dai tempi del Bonaparte e di Murat.

Contro l’inciviltà del garantismo, del permissivismo, della tolleranza, dell’accoglienza, della solidarietà, dell’uguaglianza, avranno gli Italiani le palle per mettere un vero Re al potere?

Avranno le palle, per cominciare, di costituire ronde notturne di controllo del territorio e comitati spontanei di quartiere autogestiti?

Avranno le palle per riappropriarsi del territorio e del potere?

Io penso di no.

Forse altri popoli europei, più civili, degni e fedeli di noi lo faranno.

Gli Italiani continueranno a vivacchiare sempre peggio in questo incubo infernale. E forse questo è ciò che meritano. A chi non si sente in sintonia con questa nuova Italia da incubo consiglio di scappare all’estero, finché si può.

Filippo Matteucci




permalink | inviato da Property & Market il 26/9/2008 alle 8:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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